Volevo fare la cartolaia (e altri lavori improbabili)

Per vedere tutti quei colori, sentire il profumo dei pastelli, scegliere le marche di evidenziatori, mettere in vetrina le ultime agende di tendenza e gli zaini con i personaggi del momento. Ordinare i libri, sistemare raccoglitori e copertine, cercare il materiale per il disegno tecnico e i pastelli per quello artistico. Sarei stata una cartolaia perfetta.

cartoleria

Poi però ho pensato al dover gestire i fornitori, fare le fotocopie, mandare fax, pulire gli scaffali pieni di oggetti minuscoli. Forse forse era meglio rimanere nel magico mondo della cancelleria solo come ammiratrice e acquirente.

Scartata l’ipotesi della vendita, c’erano molti altri lavori che sognavo di fare quando ero bambina. Mi sarebbe piaciuto fare la maestra, o la prof, insegnare insomma. Un po’ per avere a che fare con quaderni, libri e penne, ovvio, ma poi perchè mi piaceva spiegare le cose. Prendersi cura del sapere di qualcuno, wow.

Prendersi cura, curare, far guarire… e perchè non la dottoressa o la veterinaria? No, sono troppo impressionabile, tipo che quando faccio gli esami del sangue non posso guardare, sudo freddo e mi batte il cuore a mille. Meglio continuare a curare i pelouche, sì, dottoressa pelouche potrebbe andare (peccato che ho accantonato l’idea e me l’hanno rubata facendoci un sacco di soldi! Giusto perchè voi lo sappiate, eh)

dottoressa pelouche

Visto che mi piacevano molto gli animali, in un periodo più o meno buio della mia infanzia ho creduto di diventare una ricercatrice di animali. Non di quelle che fanno le analisi in laboratorio, no, io mi vedevo a fare l’esploratrice in mezzo alla foresta con il cappello e i pantaloni beige. Un tantino impegnativo, e poi mica si cercano solo orsetti e pinguini: i veri ricercatori si sporcano, lavorano in qualsiasi condizioni meteo e non temono insetti e rettili rari. Via anche questa.

Fu la volta di liberare il mio talento con l’arredo: anni e anni di esperienza in creazioni di case di Barbie rigorosamente fai da te nei posti più impensabili e rigorosamente arredate nei minimi particolari mi avevano fatto pensare di investire le mie risorse in una carriera da designer, o architetto. Anche le case di Lego modestamente mi venivano bene e i miei omini avevano delle regge che manco a Beverly Hills…

Intanto gli anni passavano, sono arrivate le medie e il liceo ma ancora non sapevo decidermi.

Un bel giorno il mio futuro marito, in tempi ancora non sospetti, mi portò a fare un tour informale al Politecnico, dove lui già studiava. Fu subito amore (non so se prima per lui o per l’università, intanto mi sono iscritta a ingegneria gestionale e qualche anno dopo ci siamo messi insieme).

Il resto è storia che un po’ alla volta racconto nel blog.

E voi, che lavoro volevate fare da piccoli? Ci siete riusciti? Avete cambiato rotta per desiderio o per necessità?

 

PS: Comunque questa cosa di fare pure la mamma blogger è fighissima, quasi quanto la dottoressa pelouche!

 

14 thoughts on “Volevo fare la cartolaia (e altri lavori improbabili)

  1. elisabetta Risposta

    ahahahah!!! bellissimo post!!!! Sono davvero contenta di averti ispirata!!!!
    Anche io ho avuto il periodo “veterinaria”, ma l’idea di dover operare gli animali mi ha sempre impressionato! In compenso ho prestato soccorso ed ospitato milioni di bestioline dal giardino di casa… (da uccellini a lumache, da ricci a minilepri, fino al mio primo gatto…)
    una cosa è certa: sono più riconoscenti e gestibili gli animali che i clienti di adesso!!!!
    …meno male che, oltre a questo, siamo mamme blogger!!! E…. son soddisfazioni!!!!

  2. Mamma Avvocato Risposta

    Io ho sempre desiderato fare l’avvocato e ci sono riuscita!
    Al momento, però, se pure mi piace, le soddisfazioni economiche e professionali sono scarsine.
    Mi sarebbe piaciuto fare anche la scrittrice e infatti…ho un blog e per ora mi sfogo così!

  3. sandra Risposta

    Mi sarebbe piaciuto avere una ferramenta: tutto l’occorrente a disposizione per ogni occasione! Però anche fare la cartolaia a pensarci bene non sarebbe stato male…

  4. firmatocarla Risposta

    nuuuuu dai! tutti i mestieri che hai elencato per te sono i medesimi che ho sognato io negli anni!!! la cartolaia e’ ancora adesso il mio preferito 😉
    tu pensa che poi ho sostenuto l’esame x lingue, ma al momento di leggere i risultati mi sono iscritta a scienze dell’educazione… irriducibile indecisa hihihi 🙂

  5. Squitty Risposta

    Le uniche cose che mi ricordo sono: andare in ufficio da mio padre (aveva una ditta), il che, a quell’epoca, poteva voler dire tutto e niente; e fare la hostess, poi sono andata in Inghilterra a studiare e le hostess erano talmente brutte, vestite male e così diverse dal mio ideale, che mi sono intristita a morte e ho cambiato idea. Per il resto non ho ricordi specifici.
    La morte di mio padre ha dato una svolta alla mia vita, nel senso che, da lì in poi, sono andata random e mi sono occupata principalmente di affari di famiglia. Giocoforza.
    Il tempo è trascorso in fretta e ho perso il treno per fare altro (oppure molto più probabilmente non mi interessava fare altro).
    Casalinga per scelta, favorita anche dal fatto che ho potuto scegliere, non ho rimpianti di alcun tipo, se non quello – forse – di aver gestito male il mio tempo (in certi casi), tempo che avrei potuto impiegare in cose più interessanti di quelle che ho fatto.
    Forse è per questo che adesso sto cercando di recuperare il tempo perduto, buttandomi in mille cose (ovviamente troppe).

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Anche gestire gli affari di famiglia e fare la casalinga per scelta è assolutamente un lavoro, non meno impegnativo degli altri.
      Fai bene adesso che puoi a dare tempo e spazio a ciò che più ti piace: siamo qui per una vita sola e dobbiamo sfruttarla meglio che possiamo.

  6. Ketty Risposta

    Che post simpatico!
    Io volevo diventare giudice. Strada facendo ho cambiato idea e sono diventata avvocato. Altra strada facendo, ho deciso che volevo entrare nell’amministrazione finanziaria e così è stato. La costante di questo percorso è la difesa della legge. Adesso sono nella fase “Ho sbagliato! Avrei dovuto fare il concorso da commissario di polizia… ” . Nel frattempo mi diverto a “bloggare” e mi realizzo ampiamente nell’essere mamma. Kiss.
    Ketty

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Già, poi ho pensato che piuttosto che andare in giro nella giungla tutta sudata, coi capelli sporchi e gli insetti dappertutto forse era meglio iscriversi al Politecnico!!!

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