Tutti all’università

Domani sarà una giornata pazzesca, sono così emozionata che mi sembro una bambina al suo primo giorno di scuola (o forse una mamma al primo giorno di scuola di suo figlio, che è ancora più da stomaco accartocciato!). Domani andremo tutti e 4 all’università!

I miei tre uomini saranno al Politecnico: siamo riusciti per un pelo ad iscrivere Gabriele alla lezione gratuita di robotica organizzata dall’università e Focus Junior. Nel frattempo papà e Nico faranno una visita guidata del Campus e del Laboratorio di dispositivi elettronici, già me li vedo!

I ragazzi sono gasatissimi e non vedono l’ora di vedere dal vivo una scuola dei nerd tipo quella di Hiro e Tadashi in Big Hero 6. Beh forse non ci saranno robot gommosi che parlano, ma di sicuro respireranno quell’aria di futuro di cui spesso si parla, quella scintilla di sapere innovativo che si fa così tanta fatica a trovare.

Per farti capire di cosa sto parlando, sabato scorso si è tenuta la prima lezione sulla fisica di Star Wars (non siamo riusciti ad andare e mi sto mangiando ancora le mani aaaargh!) dove ai ragazzi presenti è stato spiegato come poter riprodurre una spada laser, come funzionano gli ologrammi e come potrebbe essere una macchina volante. La lezione di domani avrà come tema “le emozioni dei robot”: esplorando le scoperte della robotica emozionale, il prof Bonarini spiegherà se è possibile che un robot provi o esprima delle emozioni e, anche, se possa capire se tu sei triste o arrabbiato e agire di conseguenza.

Un piccolo assaggio di questo mondo fantastico l’avevamo già avuto alla Maker Faire e quest’estate durante il campus da smanettoni a cui il giovane Jedi ha partecipato con entusiasmo alle stelle. Domani invece siederà ai banchi dove la sua mamma e il suo papà hanno passato diverse ore della loro giovinezza tra lezioni, esami e pause caffè. La lezione di robotica sarà infatti in un’aula del Trifoglio, un pezzo forte della storia Politecnica e della mia storia (chissà se ci sono ancora le sedie di legno lontane anni luce dal banco? Le tappette come me facevano una faticaccia a prendere appunti…), che domani sarà anche storia di Gabriele.

E mentre tutto questo si svolgerà lontano dai miei Tweet e dalle mie foto, io comincerò un corso di comunicazione in Cattolica che mi vedrà tornare sui banchi per un paio di mesi.

blocco-note

Qualsiasi occasione di formazione mi mette sempre di buonumore perché amo prendere appunti (chi mi conosce da vicino sa quanto siano maniacali e preziosi i miei scritti!) e imparare cose nuove, ma in questo periodo più che mai sento il bisogno di arricchirmi, di conoscere nuove persone, di aprirmi nuove strade. Sento il bisogno di pensare un po’ di più a me stessa e ai miei sogni, sento il bisogno di sentire scorrere dentro quella linfa vitale che spesso ho confinato in un angolo o ero troppo presa dalla quotidianità per sentirla pulsare. Sento il bisogno di dire “ci sono” e sono in gamba. Sento il bisogno di avere gli occhi che brillano per l’emozione, sento la voglia di sperare e di guardare al di là dei soliti schemi.

Anche io non vedo l’ora di tornare all’università 🙂

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