Se la mamma lavora

Ogni tanto spunta la ricerca dell’università Tal dei Tali che dimostra che se la mamma lavora i figli crescono meglio. Così qualche mamma lavoratrice si mette l’anima in pace e mette a tacere per un po’ il senso di colpa che la fa sentire spesso inadeguata nel gestire a pezzetti tutto quanto.

Poi ci sono libri, articoli, testimonianze che dicono il contrario. Lettere di mamme casalinghe contro le mamme lavoratrici, lettere di mamme lavoratrici contro le mamme casalinghe. Ogni categoria sembra debba difendere il proprio status e dimostrare che la sua scelta e la sua condizione è per forza la migliore.

Beh sai che c’è? C’è che non esiste una condizione migliore di un’altra in assoluto nè per la mamma nè per i figli. Non esiste la formula magica.

Esiste quello che ci fa stare meglio, quello che PER NOI è il meglio. Nessuno può giudicare una nostra scelta se per noi è quella giusta, quella che ci fa stare bene o che facciamo per un bene maggiore.

In ogni caso c’è da mettere in conto che ogni strada comporta dei sacrifici o dei compromessi.

Se la mamma lavora a tempo pieno deve ridurre il tempo dedicato ai figli e alla famiglia in generale, sempre che poi le venga riconosciuto qualche merito sul lavoro per questo compromesso. Se non lavora probabilmente ha su di sè l’intera gestione dei bambini e della casa, tutt’altro che una passeggiata. Se fa un part time magari ha dovuto rinunciare alla carriera o al lavoro dei suoi sogni. Se lavora da casa non stacca mai veramente nè dal lavoro nè dalle incombenze casalinghe. Se è dipendente ha maggiore sicurezza economica ma deve fare i conti con capo, colleghi e regole. Se è libera professionista non può abbassare la guardia nemmeno un momento perché tutto dipende da lei.

working mom

Quando mi sono licenziata dopo il secondo figlio ne ho sentite (e intuite) di tutti i colori, per non parlare dei colloqui da incubo quando mi sono messa in moto per ripartire. C’è sempre qualcuno che ti fa sentire sbagliata: se vuoi lavorare in un certo modo devi dare tutto rinunciando ad ogni progetto di vita, se non lavori allora sei una mantenuta e non hai voglia di fare niente, se cerchi un altro equilibrio sei una visionaria, anche perché in Italia le mamme non sono aiutate e devono arrangiarsi come meglio possono.

Mi sono arrangiata, ho preso parecchie porte in faccia e ho dovuto cercare strade alternative. Dopo un po’ sono ritornata in pista, con grinta e determinazione, ma è stata dura. Non mi lamento, al contrario sono contenta dei passi che ho fatto e guardo positivamente al futuro per i passi che farò, ma quando si parla di maternità e lavoro mi rimane sempre quella punta di amarezza per le difficoltà e i tabù che ancora oggi esistono nel Bel Paese.

Se la mamma lavora dovrebbe poterlo scegliere liberamente, sapendo che esiste la maniera per far crescere i propri figli contando sulla collaborazione della famiglia e su strutture di appoggio accessibili.

Se la mamma lavora dovrebbe sentirsi soddisfatta di quello che fa perché ha potuto mettere a frutto le sue capacità nonostante la maternità. Magari anche GRAZIE alla maternità.

Se la mamma lavora dovrebbe essere una cosa normale, così come lavora il papà. Non un privilegio, una chimera, un unicorno volante.

Se la mamma lavora è una ricchezza non solo per lei, ma per la sua famiglia, la sua azienda, la società. E non intendo solo in termini economici.

Comunque, #iostocongliunicorni e continuo a credere che esistano delle strade verso la felicità anche se parliamo di lavoro e maternità. Non è facile, non è ovvio, non è immediato, ma più di tutti le mamme sanno mettersi in gioco, reinventarsi e ritrovare sè stesse.

 

Tu come la pensi? Che esperienza hai avuto con il lavoro dopo la maternità? Raccontamelo nei commenti 🙂

 

Con questo post partecipo al tema del mese delle Stormoms “Mamme e lavoro, la storia vera”

working moms

 

 

9 thoughts on “Se la mamma lavora

  1. mammamedico Risposta

    proprio oggi mi è capitato di raccontare della mia secondogenita: orari di lavoro e tipo di lavoro assurdo con il pancione, solo 3 settimane di maternità (una prima del parto e due dopo) ; tiralatte per 9 mesi; nido a un anno e mezzo (non prima grazie alla santa nonna) comprensivo di prescuola e post scuola. insomma non proprio una passeggiata. ma ora che mia figlia ha 6 anni, nonostante sia ancora tutto difficilissimo per altri motivi, posso dire di essere fuori dal tunnel ed avere la soddisfazione di essere un esempio per lei, futura donna, che “voglio fare la dottoressa come la mia mamma”

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Ritmi pesanti, non c’è che dire, ma se non ti penti della scelta che hai fatto sono d’accordo con te.
      Io ho preferito prendermi un periodo di stacco e cambiare rotta perchè il non dormire per mesi (che poi sono diventati anni) mi aveva stesa, avevo meno aiuti e il lavoro non era così tanto motivante da non poterlo cambiare.

  2. Mamma avvocato Risposta

    Alla fine diciamo sempre tutte le stesse cose: dovrebbe esserci libertà di scelta; è sbagliato giudicare le altre; la soluzione ideale è diversa per ciascuna mamma ecc. Tutto vero però intanto non cambia nulla e anche la solidarietà femminile, nella realtà, non si percepisce con aiuti concreti e reciproci.

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Ogni grande cambiamento all’inizio è microscopico. E’ vero che la strada da fare è ancora molta e proprio per questo dobbiamo continuare a parlarne affinchè le piccole gocce di positività (ci sono, rare ma esistono) possano diventare più grandi.

  3. SlowMom Risposta

    Concordo pienamente e per questo ho voluto lanciare questo tema a novembre. I cambiamenti sono la somma dei cambiamenti di ciascuno di noi al nostro modo di percepire il mondo. La prossima volta che la collega ha il figlio ammalato o è in ritardo perchè gli ha vomitato addosso ed è corsa a cambiarsi all’ultimo minuto, oltre a non commentare in malo modo, si potrebbe pure iniziare a rispondere a chi lo fa….che mi ricordo benissimo le alzate di occhi al cielo dei membri dell’ufficio dopo le telefonate da scuola alla mamma di turno con il figlio da andare a prendere perchè si era sentito male!

  4. Beat - Mamma ora che faccio? Risposta

    “#iostocongliunicorni e continuo a credere che esistano delle strade verso la felicità anche se parliamo di lavoro e maternità.” TOP! ci credo anche io, così come credo che la lotta che spesso sono proprio le donne a farsi (lavoratrici vs non lavoratrici, con figli vs figli) a rallentare un processo che è già in ritardo di suo. Belle considerazioni!

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