Quanto costa la disorganizzazione?

Alcuni giorni fa sono stati presentati i risultati di una ricerca sulle abitudini e attitudini organizzative delle persone in Italia. L’indagine, condotta da Organizzare Italia, ha fatto emergere risultati molto netti: siamo principalmente un popolo di disorganizzati.

Oltre l’85% del campione analizzato (300 persone) fa fatica a portare a termini gli impegni nei tempi previsti e oltre il 90% rimanda spesso a domani. La perdita di concentrazione e il tempo speso a cercare oggetti che non si trovano sono altre due problematiche molto diffuse.

Ciononostante, quasi tutti provano emozioni piacevoli a organizzare e liberarsi del superfluo e a quasi il 90% delle persone piacerebbe imparare a organizzarsi meglio.

Che tipo organizzativo sei?

Dalla ricerca sono emersi quattro profili di persone:

  1. I ‘disorganizzati doc (veri)’ sono persone che dicono di essere disorganizzate, alle quali piacerebbe imparare ad organizzarsi meglio, ma che assumono comportamenti non sempre coerenti.
  2. I ‘disorganizzati consapevoli’ sentono di essere disorganizzati e vorrebbero migliorare
  3. Un terzo gruppo è quello degli ‘ordinati’, che riescono a gestire spazi e tempi ma solo a proprio uso e consumo, generando ordine e non organizzazione perché viene a mancare la possibilità di condivisione del metodo organizzativo.
  4. Infine, un esiguo numero di persone, gli ‘organizzati’, sono coloro che non pensano di essere disorganizzate o non vogliono migliorare la propria organizzazione. Queste persone hanno uno spazio di lavoro e una casa che dà piena soddisfazione e riescono a stare dietro ai propri impegni ritagliando dalle loro giornate un tempo tutto per sé.

Tu a quale categoria ti senti di appartenere? Nel mio libro Organizza creativamente con i LEGO c’è un piccolo test da eseguire per capire quale tipo organizzativo sei tra organizzativo top, organizzativo flop e organizzativo medio. Non ci sono esattamente le stesse categorie identificate dall’indagine nazionale ma aiuta comunque ad acquisire un pochino di consapevolezza in più 🙂

Benefici dell’organizzazione

Perché è così utile essere organizzati? Quali sono i benefici che derivano dall’ottimizzare le proprie risorse e i propri spazi? Per me i benefici dell’organizzazione sono moltissimi: primo fra tutti il sentirmi libera. Quando ho chiaro in testa cosa voglio o devo fare, provo una sensazione di grande libertà e serenità. Una serenità che è consapevolezza, perché ho in mano le redini della situazione, e sicurezza, perché so quale direzione prendere.

Essere organizzati è saper gestire il tempo, ottimizzarlo, non sprecarlo. Organizzare dà soddisfazione perché ci fa sentire padroni del nostro tempo e delle nostre scelte.

Essere organizzati è avere uno spazio ordinato e pulito, bello ed accogliente, dove esprimere se stessi sentendosi bene.

Essere organizzati fa stare meglio con se stessi ma anche con gli altri, perché l’organizzazione non è un’attività che ci isola ma, al contrario, coinvolge più persone e le mette in relazione. Per organizzare bisogna imparare a scegliere, chiedere, selezionare. Per organizzare bisogna imparare a comunicare e ad affrontare ostacoli e diversità di caratteri ed opinioni.

Costi della disorganizzazione

Ogni tanto spuntano articoli che sostengono che il disordine sia sintomo di creatività e porti alla felicità. Io dico ni: un disordine temporaneo e limitato ad ambiti ristretti sicuramente è necessario a far vagare la mente senza imporre vincoli e confini, ma se il disordine e, più in generale, la disorganizzazione sono cronici prima o poi ci presentano un conto salato da pagare.

I costi diretti possono essere dimenticanze, perdite di tempo, difficoltà di concentrazione, difficoltà a focalizzarsi. Indirettamente arriviamo al mancato raggiungimento di risultati, insoddisfazione, stress.

stress disordine disorganizzazione

Inoltre, la disorganizzazione non è una caratteristica strettamente personale ma coinvolge le persone che abbiamo vicino. Pensa solo alla confusione comunicativa che può generarsi in famiglia, a quanti fraintendimenti, nervosismi e tempo perso sul lavoro quando non c’è organizzazione… gli esempi possono essere infiniti.

Quindi, cosa possiamo fare?

Rimedi e soluzioni

Non basta introdurre o acquistare degli strumenti innovativi: per uscire dalla disorganizzazione serve prima di tutto un cambio di mentalità e abitudini. Nel mio libro descrivo in dettaglio il metodo C6, un metodo per raggiungere obiettivi organizzativi che può essere applicato a qualsiasi età e in qualsiasi condizione perché si può personalizzare ed adattare alle diverse situazioni. Nei sei passi verso un’organizzazione migliore puoi trovare le risposte alle domande che per te sono importanti e ai problemi che rilevi, sfruttando i tuoi punti di forza e lavorando sulle tue aree di miglioramento.

Terminare ciò che si è cominciato. Non tutti i lavori si possono iniziare e finire a blocchi, lo sappiamo, ma cerca di fare il possibile per portare a termine le attività che inizi prima di aprirne mille altre nuove. Vale per i giochi dei bambini in cameretta, vale per le pulizie in casa, vale per il multitasking in ufficio: chiudi i cerchi, termina un’attività che hai iniziato e il tuo cervello avrà un alleggerimento di cui ti sarà immensamente grato. In alternativa, il pensiero delle attività in corso tornerà a disturbarti periodicamente, anche nei momenti meno opportuni (l’effetto Zeigarnik non perdona!)

Non rimandare. Il vecchio proverbio “non fare domani quello che puoi fare oggi” ci aveva visto lungo: la tendenza a procrastinare è uno dei nostri peggiori nemici. Seleziona quali attività è bene fare subito, quali programmare, quali delegare e quali eliminare. Può esserti d’aiuto la matrice di Eisenhower.

Ordine chiama ordine. Un ambiente ordinato invita ad essere mantenuto tale. Una volta fatti i primi passi, il segreto è essere costanti e sforzarsi di mantenere i risultati raggiunti. Devi fare tanti piccoli passi, tenendo il ritmo: arriverai alla vetta senza quasi accorgertene!

casa ordine organizzazione

Farsi aiutare. Non siamo Wonderwoman, Superman o qualsiasi supereroe a piacere. Le nostre risorse sono limitate, per questo il consiglio che mi sento di darti è di chiedere aiuto, come in tutte le situazioni in cui è bene non fare tutto da soli.

Cominciare da piccoli. Educare i bambini all’organizzazione significa dare loro il modo di essere protagonisti delle attività che li riguardano, significa renderli consapevoli nella gestione del tempo e significa far aprire loro gli occhi su ciò che li circonda. Senza forzature né imposizioni, ma sempre con amorevolezza ed empatia, usando il gioco e il divertimento come mezzi e la pazienza e la tolleranza come compagne fedeli di viaggio.

8 thoughts on “Quanto costa la disorganizzazione?

  1. Laura Risposta

    Più che un commento, questo post meriterebbe uno studio vero e proprio (da parte mia)!
    Grazie per la chiarezza con cui scrivi!
    Riprenderò questi spunti per rileggermeli con più calma e con un atteggiamento più proattivo 😊

  2. Giulia Risposta

    Ciao! Io mi ritengo una persona organizzata, che ama l’ordine e l’organizzazione. Mi scrivo tutto, tutto è ben incastrato nello spazio temporale ed anche in casa ogni cosa ha il suo posto o la sua scatola 😂😂. Logicamente qualcosa scappa ma bene o male, con tutta la buona volontà che serve, riesco a vivere “ordinatamente” come vorrei. Il mio problema fondamentale è riuscire a passare questa cosa ai miei figli. Dal saper riordinare i giochi, ognuno al suo posto.. al saper gestire il loro tempo. Credo che sia davvero importante non desistere e non dimenticare questa fetta importante dell’educazione; insegnando loro a non sprecare il tempo, lo spazio e la mente, gli si insegna anche indirettamente ad avere il loro spazio ben definito nel mondo. Conoscere se stessi ed averne consapevolezza è fondamentale.

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Ciao Giulia, siamo molto simili 🙂
      Anche per me la sfida più grande ora è far sì che i bambini imparino a gestire al meglio i propri spazi e i propri tempi, senza percepirlo come una forzatura ma, al contrario, come il modo per essere più consapevoli e felici.

  3. Mamma Avvocato Risposta

    IO, più che organizzata, forse rientro nell’ordinata. Nel senso che fatico a creare un modello organizzativo che coinvolga marito e figli ma, per i miei impegni e quelli di casa e figli, in genere riesco a fare molto e tenere a mente le priorità, senza perdere scadenze e obiettivi. Questo generalmente…perchè ci sono periodi in cui divago ed è quando, come ora, sono stanchissima e la testa non ce la fa piuù!
    Invece mio figlio è proprio disorganizzato e disordinato e fatico a insegnarli ad essere diverso, nonostante tutti i miei sforzi, sigh!

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      La stanchezza travolge tutto, ricordo bene i tempi in cui non dormivo… ero abbastanza esaurita più che organizzata 🙂 Ma quando si riesce a trovare un equilibrio ecco che l’organizzazione aiuta moltissimo.
      I miei figli sono molto diversi sotto questo aspetto ed è una bella sfida per me, perché non devo dare nulla per scontato e sono chiamata a personalizzare le modalità con cui li guido. Un abbraccio a te a tutta la tua truppa!

  4. Priscilla Risposta

    Io oscillo tra il terzo e il quarto, perché il mio compagno e i miei figli si rifiutano di vivere in maniera organizzata e sono più dei sostenitori di “andiamo a naso”. Per cui o li comando a bacchetta o tento di riparare alle loro mancanze. Entrambe le soluzioni mi risucchiano once e once di energia…
    Ma ci sto lavorando eh!

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