Preadolescenti, mutanti in viaggio nella terra di mezzo

Sul crinale tra l’infanzia e tutto ciò che viene dopo si apre una terra di mezzo, dove strani esseri, non più bambini e non ancora adolescenti, si apprestano a una grande trasformazione. Sono i mutanti.

Si intitola così, I mutanti, il libro di Sofia Bignamini che parla di come cambia un figlio durante la preadolescenza. Non poteva esserci una definizione migliore per i preadolescenti, che lasciano i panni dei bambini per diventare giovani uomini e donne attraversando un vero e proprio periodo della muta, in cui cambiano le forme del corpo e della mente. Difficile imprigionarli in una definizione, in bilico tra confini indefiniti e, a volte, indecifrabili.

Mutanti lo siamo stati anche noi, ma ora che siamo genitori ci rendiamo conto di quanto sia strano e complicato il periodo della preadolescenza: breve e lungo allo stesso tempo, più consapevole ma non sempre sotto controllo, dove allegria e tristezza, entusiasmo e noia si alternano velocemente con la stessa intensità. Tenere in equilibrio corpo e mente richiede aggiustamenti continui, un cambiamento quotidiano alla ricerca di un equilibrio che si perde e si ritrova tra infinite oscillazioni.

È proprio a causa di questo movimento emotivo che sto scrivendo meno sul blog, perché il mio mutante sta richiedendo attenzioni diverse e regole nuove e io ce la sto mettendo tutta per fare del mio meglio nell’accompagnarlo in questo viaggio.

terra di mezzo viaggio montagne

Ogni età rappresenta una sfida, è indubbio, ma gli anni della scuola media sono un banco di prova dove il livello di difficoltà educativa da parte dei genitori fa uno scatto enorme. Noi ora siamo esattamente a metà percorso e stiamo attraversando, tutti insieme, la sua terra di mezzo.

La terra di mezzo

Per dirla alla Tolkien, la terra di mezzo è quella regione fantastica che si perde tra leggenda e realtà, contesa tra le forze del bene e del male in una continua lotta al predominio. Qui però non ci sono Elfi, Nani, Orchi, Hobbit e Uomini, ma i nostri mutanti che stanno cambiando pelle alla ricerca di una nuova identità, fatta di nuove relazioni ed emozioni. Le novità sono così tante e così dirompenti che qualcuno definisce la preadolescenza come “età dello tsunami” per rendere l’idea della portata del cambiamento che travolge i nostri ragazzi mutanti. Ma se è vero che le trasformazioni corporee e il disorientamento emotivo sono destabilizzanti, è anche vero che la preadolescenza rimane un’età bellissima proprio perché ricca di quelle potenzialità che svelano la nuova persona che si sta formando.

Corpo verso il futuro e temporali emotivi

I cambiamenti nel corpo sono il primo grande motivo di distacco dal paese fatato dell’infanzia. Con lo sviluppo si apre per i ragazzi e per le ragazze un mondo nuovo da conoscere, capire, accettare e amare. È un passaggio naturale ma non tutti reagiscono allo stesso modo, vuoi per velocità diverse di crescita, vuoi per atteggiamenti e sentimenti diversi. C’è chi vuole accelerare a tutti i costi e chi invece vuole frenare e rimanere attaccato il più possibile al passato, c’è chi guarda gli altri e si sente inadeguato o insicuro, c’è chi ostenta superiorità e sicurezza a scapito dei più timidi.

Ma il fisico non è l’unico aspetto a subire un’accelerazione verso il futuro: i preadolescenti hanno da affrontare un viaggio nella terra di mezzo fatto di grossi cambiamenti cognitivi ed emotivi: si sviluppano il pensiero astratto e il pensiero critico, si sperimenta l’empatia e una vivace curiosità verso l’ambiente extra familiare, vissuto come fonte di stimoli ed esperienze interessanti.

Nuovi confini

Lo sguardo critico del preadolescente verso ciò che ha intorno mette in discussione la figura genitoriale e fa assumere invece un ruolo sempre più determinante alle amicizie. Si stabiliscono nuovi confini tra il nuovo Io, che va via via definendosi, e un nuovo mondo esterno dove il gruppo di coetanei ha un ruolo di coinvolgimento sempre maggiore.

I confini sono fisici, come la porta della cameretta chiusa o le cuffie nelle orecchie, ma anche mentali. A volte sembra proprio di parlare al vento, i mutanti sono lì davanti a te e sembra che ti stiano ascoltando ma la loro testa è su un altro pianeta. Più che confini mentali, forse meglio dire confini galattici… possono confermarlo non solo i genitori di preadolescenti ma anche gli insegnanti, che seguono la muta giorno per giorno sotto un’altra prospettiva.

Il ruolo del genitore

In tutto questo scenario nebuloso ci siamo noi genitori, un po’ spaesati dalla vastità della nuova terra di mezzo e allo stesso tempo desiderosi di vivere questo passaggio nel migliore dei modi.

Comprensione materna e confronto paterno

Il ruolo tipicamente materno di accoglienza, accoglimento, comprensione e cura che durante l’infanzia ha un’importanza molto accentuata, apre sempre più le porte al “codice paterno” destinato allo stabilire regole, sviluppare competenze, tollerare fatiche e frustrazioni e più in generale confrontarsi con la realtà.

Sappiamo che non c’è una linea netta di separazione tra i ruoli, oggi sempre più intercambiabili, ma affinché i mutanti vivano uno sviluppo sereno è importante che sentano la presenza di entrambi i sostegni, sicuri e positivi.

Per crescere un ragazzo ci vuole un villaggio

Avrai sentito il proverbio africano secondo il quale per far crescere un bambino serve un intero villaggio: non bastano lo sforzo e la buona volontà dei genitori, ma serve instaurare alleanze educative con figure di riferimento che condividano i nostri sforzi e i nostri valori. Professori, allenatori, animatori, nonni, zii e tutte quelle persone con cui i preadolescenti entrano in relazione sono una rete importantissima che può sostenere ed aiutare nel viaggio nella terra di mezzo. L’unione, se positiva, fa davvero la forza.

unione fa la forza mani team

In questi anni di terra di mezzo mi sono trovata più volte affranta, delusa, scoraggiata, spaesata. La forza in questi momenti è arrivata proprio grazie al lavoro di squadra con mio marito e al confronto con gli altri genitori, con i nonni, con gli insegnanti. E grazie a lui, il mio mutante, che nonostante il suo piccolo grande tsunami mi sta regalando le più grasse risate mai fatte insieme e i più profondi discorsi mai affrontati prima.

Non ci sono ricette preconfezionate per percorrere l’epoca preadolescenziale dei nostri figli, ma se siamo consapevoli di quello che succede possiamo stare loro vicini accettando i cambiamenti nella relazione con loro.

Ciò che deve arrivare al ragazzo è la certezza di essere accettato, compreso e sempre amato. Perché lui non lo sa, ma sta preparando le sue ali per volare.

farfalla trasformazione mutanti  preadolescenti

2 thoughts on “Preadolescenti, mutanti in viaggio nella terra di mezzo

  1. Clara Risposta

    Vero…al cubo!!! 😁. Io sono stretta tra un adolescente al liceo con molti alti e bassi (a volte solo bassi, a volte picchi di altissimi) e un preadolescente in prima media che teniamo d’occhio a debita e discreta distanza. Che dire, faticosissimo ma sfidante. A volte con buoni risultati (soprattutto sull’adolescente, paradossalmente meno ribelle del fratello minore). Si vedrà e la strada non è breve.

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Ecco, tra un pochino arriveremo anche noi con il fratello più piccolo… e come te duplicheremo gli sforzi ^_^ Ma voleranno, vedrai!

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