Mamma a quadretti

10 anni fa in questo periodo stavo scegliendo al Mediaworld il mio primo portatile, c’era la tesi da preparare ed erano previste molte giornate in sala studio al Poli. Non ricordo se a settembre avevo già scelto l’argomento, tanto meno la materia da portare al giorno di gloria che vedevo avvicinarsi sempre di più, ma una cosa la ricordo bene: mi sentivo leggera, quasi al traguardo, ancora pochi esami, ultimo anno, ultimi sforzi e poi avrei chiuso il capitolo studi per cominciare finalmente a lavorare. Mi è sempre piaciuto studiare ma, detto tra noi, non vedevo l’ora di finire.

La leggerezza che sentivo però è durata poco: di lì a qualche mese sono cominciate le acidità di stomaco e i chili in più, si faceva fatica a passare tra le file di banchi e la schiena faceva malissimo sulle sedie di legno a zero ergonomia. È stato un anno in cui mi è sembrato di viverne quattro insieme e ancora adesso non so come sia stato possibile, ma alla fine sono riuscita a dare l’ultimo esame a luglio a meno due settimane dal parto. Così tra gli appunti colorati di controllo di gestione, le ricerche sui cluster biotech e i primi veri litigi con Word, sono diventata mamma. Che poesia.

Inutile dirvi che non ero preparata, non mi ero ancora interessata seriamente all’argomento e non avevo la minima idea di cosa dovesse fare UNA mamma – va beh diciamo che una vaga idea ce l’avevo, ma molto vaga. Avevo bisogno di avere dei riferimenti perchè mi sentivo abbastanza persa e decisamente fuori dalle righe. 

Piano piano mi sono fatta la gavetta: chiedendo consigli, provando, sbagliando, ma sempre seguendo il mio istinto e quello che credevo fosse meglio per me e per la mia famiglia. Solo con il tempo ho capito che per TUTTE le mamme è così, che siamo CENTOMILA diverse una dall’altra, ognuna con al sua storia e le sue caratteristiche uniche, ma tutte cerchiamo di arrabattarci meglio che possiamo per far star bene i nostri bambini perchè l’unica cosa che desideriamo è che siano felici.

Quando l’ho scoperto ho smesso di sentirmi sbagliata e fuori dalle righe, ho smesso di cercare uno “standard” migliore di un altro, ho smesso di sentirmi in colpa sul lavoro perchè sono una mamma e ho cominciato ad accettare la vera me stessa.

Sono golosa fino al midollo, ma ho capito che non fa bene esagerare con i dolci e mi sto impegnando a comprare meno merendine.

Sono una frana in cucina, o meglio, non mi piace cucinare e sto ai fornelli il minor tempo possibile (e visto che non sforno torte profumate ogni settimana è anche per questo che ogni tanto compro qualche briochina). Questo mi ha causato non poche difficoltà soprattutto ai tempi dei brodi vegetali, ma siamo sopravvissuti. Vediamola così, ci sono margini di miglioramento.

Non so cucire nè ricamare, il mio senso artistico e le rispettive capacità manuali sono abbastanza primitivi. La nonna ci ha aiutati con il corredino per l’asilo ma spesso per far prima ho usato il barbatrucco dell’indelebile: i bambini non si sono mai lamentati  e io ci ho dormito sopra senza troppi traumi.

Ah, il sonno. Io che dormivo più di 8 ore per notte ho lottato per anni con i risvegli seriali del piccolo di casa. Non dormire per anni è stata la difficoltà più grande del mio essere mamma, non c’era conforto o consiglio che tenesse, dovevo solo resistere e cercare di vivere normalmente nel frattempo. Ho urlato un po’ di volte, pianto moltissime, ma in qualche modo ne siamo usciti.

Sono selettiva, critica, perfezionista. Determinata, ambiziosa e testarda esattamente come quando ancora non ero mamma. Anzi ora lo sono di più.

Amo la mia casa e mi piace che sia in ordine. Ora, con tre uomini di cui due sotto i 10 anni capite bene come sia impossibile che tutto sia ordinato, ma ci sto lavorando su e ho raggiunto dei compromessi con me stessa: non si lasciano scarpe e vestiti in giro, ma posso chiudere un occhio per le impronte sulle antine della cucina e sugli specchi, non esco la mattina senza aver fatto i letti, ma le tazze della colazione possono aspettare da sole nel lavandino fino a sera. Tutto perfetto non sarà mai, pace.

Sono una mamma empatica, dolce ma decisa. Amo parlare con i miei bambini di quello che fanno, di quello che provano, dei loro dubbi e delle loro curiosità (ok, a volte le domande metafisiche esondano un po’, ma per fortuna c’è Google). Quando sostengo un’idea cerco di spiegare loro come la penso, il perché di una scelta, il perché di una regola, il perché di un no.

Sono una mamma a quadretti.

quaderno quadretti cut

Sono arrivata quasi sul gong, ma faccio ancora in tempo con questo post a partecipare al brainstorming delle StorMoms sul tema del mese #unanessunacentomilamamme

stormoms

6 thoughts on “Mamma a quadretti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *