La rivoluzione della scuola media

Andare alla scuola media è una rivoluzione. La vita del tuo preadolescente e la routine della tua famiglia non saranno mai più le stesse una volta varcato il cancello della tanto attesa, sospirata, scuola secondaria. Sia che abbiate scelto la scuola di paese/quartiere e conosciate già molti ragazzi, sia che abbiate optato per una privata o più distante da casa e dovrete per forza di cose gettare nuove basi con tutti, lo stacco dalle elementari sarà così netto ed evidente che i primi tempi farete fatica a capire chi siete, cosa fate, dove andate. Ma tranquilli, questo periodo è spassosissimo (se lo si riesce a prendere con ironia q.b.)

Avevamo studiato tutto della nuova scuola: ambienti, ruoli, patto educativo, organizzazione, modalità di comunicazione, servizi accessori, costi, amici e altre famiglie della zona, qualche professore… insomma eravamo iper aggiornati e pronti alla nuova avventura. Eravamo preparati a questo nuovo viaggio da quando abbiamo annusato (non solo in senso metaforico) i segnali che ci indicavano che i nostri bambini stavano diventando dei preadolescenti, ma come in tutte le cose che riguardano i figli puoi prepararti fino ad un certo punto, poi devi lasciare spazio al buon senso. E all’improvvisazione, ovviamente.

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Finalmente arriva il primo giorno. La sveglia suona alle 6.30, il giovane nerd tutto pimpante si prepara alla svelta e salta sul pullman insieme agli altri ragazzi più grandi. È la mascotte del gruppo per peso e altezza, ma non ci facciamo spaventare dalle misure. A proposito di misure, devi sapere che alle medie dovrai cambiare lo zaino. Quello grande con le ruote è antico, da piccolo, qui ci vuole per forza quello a spalla, che poi in certi giorni devi portare anche la cartelletta da disegno o la sacca con le scarpe per educazione motoria, ti servono le mani libere. Non sia mai che possa capitare di lasciare sul pullman, mettiamo caso, la cartelletta con dentro tutto il materiale da disegno tecnico, più pastelli e pennarelli e il quadernone di italiano con dentro i compiti (perché nella cartella – più piccola – non ci stava). Non sia mai che la prof ti metta la dimenticanza per non aver consegnato il compito o che la mamma chiami più volte il portinaio e il signore degli oggetti smarriti della società di trasporti per provare a rintracciare la tanto preziosa merce scolastica. Non sia mai! Era solo un’ipotesi con riferimenti a fatti e persone assolutamente (!) casuali, era solo per farti capire che la cartella con le ruote non si può proprio più usare, ecco.

Al di là del numero imprecisato di felpe e giacche dimenticate (potremmo vantarci di avere il record, ma purtroppo ho appreso da altre mamme che questo sport è molto comune soprattutto tra i maschi… vorrà dire che punteremo ad entrare in un altro guinness, va beh), è stato un bel primo mese di scuola. Gabry ha legato subito con i nuovi compagni e ingranato con i nuovi professori e i nuovi ritmi. Lo studio è bello tosto e la giornata è stancante, ma l’entusiasmo e la motivazione riescono a bilanciare gli sforzi.

Questa settimana hanno fatto la castagnata e la campestre, qualche giorno fa un pellegrinaggio a piedi al santuario vicino. Nell’ora di studio del mattino non vola una mosca, mentre all’intervallo giù tutti in cortile a giocare a pallavolo, calcio, basket o nascondino tra le colonne. Ottobre è stato il mese dell’arrampicata durante le ore di ginnastica, non vi dico la gioia del nostro scoiattolo (che poi dovrà davvero fare uno scoiattolo al teatro di Natale in oratorio, ma tu guarda le coincidenze!). Voleva anche partecipare ad un laboratorio facoltativo di musica ma ci sono state poche adesioni e per ora è in stand by. Insomma, tra un’attività e l’altra le giornate volano e non ci si annoia mai.

E ora il gossip che stavi aspettando – so che te lo stai chiedendo ma non osi dirmelo: e il gruppo WhatsApp? I ragazzi hanno creato il loro e si gestiscono dubbi e dimenticanze. Ogni tanto qualche digressione sul tema, ma i messaggi vocali in bergamasco riportano tutti sulla retta via. Anche noi genitori abbiamo un gruppo dove il rappresentante ci aggiorna sulle news che non arrivano ufficialmente via mail dalla scuola e dove chi ha necessità chiede chiarimenti agli altri. Un gruppo civile, educato e serio, zero spam. Sono commossa.

Da quando è iniziata la scuola media sono cambiate tante cose e il tempo per scrivere sul blog è pochissimo (anche perché sto lavorando alla newsletter e al libro, oltre che in ufficio tra configurazioni e convalide), ma questa rivoluzione rock mi ci voleva. Abbiamo una nuova avventura da vivere e non ce la faremo scappare!

 

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