Incoraggiare ad imparare

Ai tuoi figli piace imparare qualcosa di nuovo? Hai mai osservato in che modo lo fanno? Possiamo fare qualcosa per incoraggiarli ad imparare?

Imparare vuol dire “acquistare cognizione, acquisire esperienza, apprendere a saper fare qualche cosa”. Avere qualcosa in più che prima non avevamo, arricchirsi, sentirsi più completi, crescere. Aumentare non solo le proprie conoscenze in termini di bagaglio di nozioni, ma in termini di competenze. Avere più strumenti a disposizione e poter decidere quando e come usarli.

Le competenze sono la chiave di volta della struttura del nostro sapere, che diventa utile e fruttuoso quando diventa un saper fare. Il World Economic Forum ha pubblicato proprio pochi giorni fa un report stilando le 16 “skills” del ventunesimo secolo, cioè le abilità che il sistema educativo dovrebbe far acquisire oggi. Anche il Miur si sta muovendo in questa direzione, introducendo a fine ciclo della primaria e della secondaria una valutazione delle competenze acquisite dagli alunni. Questi sono solo alcuni esempi dell’importanza che ha l’apprendimento di nuove competenze per riuscire a destreggiarsi meglio nelle strade della vita, perché anche ad imparare, si impara.

Imparare

Come possiamo stimolare i bambini ad imparare

Ci sono molte cose che possiamo fare per stimolare i bambini all’apprendimento e aiutarli a scoprire la bellezza dell’imparare.

Incoraggiare e assecondare la naturale curiosità presente in ogni bambino

Diamo loro tanti stimoli diversi, cerchiamo di rispondere sempre alle loro mille domande anche se è difficile e lo dobbiamo fare nei momenti più improbabili.

Tipo quando settimana scorsa ho portato Gabriele a fare i test per l’allergia (di cui vi parlerò in un post a parte) e lui ha cominciato a inondarmi di domande ancora prima di iniziare: “Cosa mi fanno? Cosa usano per fare i buchini sul braccio? Che sostanze mettono? Come si fa a capire a cosa sono allergico? A cosa serve questo? A cosa serve quello?”. Stessi quesiti posti all’infermiera mentre gli calava la pressione e sudava freddo. Spediti in pronto soccorso perché si riprendeva a fatica, altre domande dalla barella: “Ma c’è il freno? A cosa serve quel pedale? Queste maniglie servono per girare?”. Sul lettino del PS altre domande all’altra infermiera che tentava di fargli il cardiogramma: “A cosa serve quel filo? Cosa fa quell’apparecchio? Dove mi attacca quella pinza?” mentre la dottoressa mi diceva di distrarlo parlandogli di altro… ma lui voleva capire tutti i minimi dettagli di quello che stava succedendo!

Tenere conto dei diversi modi di apprendimento

Non imporre una modalità univoca per imparare, ma cercare di individuare i diversi modi di apprendimento e le diverse intelligenze che ognuno di noi possiede.

C’è chi ha spiccate doti artistiche, chi ha una mente più scientifica e razionale, chi osserva e cataloga, chi apprende attraverso il movimento e l’esperienza diretta. Siamo diversi e abbiamo differenti attitudini e talenti: genitori, insegnanti ed educatori in generale dovrebbero provare a riconoscerli e valorizzarli in ogni bambino. Anche questo non è facile, però ricordiamoci che i bambini non sono vasi da riempire, ma persone da cui tirar fuori (=educare!) doti e potenzialità.

Mantenere un atteggiamento di apertura e fiducia

Avere un atteggiamento di apertura nei confronti delle persone, delle attività proposte, dell’innovazione è un ottimo punto di partenza per imparare. Il cambiamento può spaventare e destabilizzare ma chiudersi a priori, alzare barricate e proteggere i nostri figli sotto una campana di vetro non li aiuterà a conoscere il mondo e ad affrontarlo.

Conseguenza dell’apertura è la fiducia: nelle insegnanti, negli educatori e in tutte le persone a cui affidiamo i nostri figli. Proviamo ad ascoltare di più, parlare senza aggredire, chiedere per capire. Non significa che ci debba andar bene qualsiasi cosa in qualsiasi momento, ma senza una fiducia e un rapporto costruito su un dialogo costruttivo è difficile che i bambini apprendano con serenità. Facciamo più lavoro di squadra, perché non siamo schierati pro o contro qualcuno ma a casa come a scuola abbiamo lo stesso obiettivo, che è quello di incoraggiare ad imparare.

Hai altri ingredienti che possono aiutare ad imparare?
 
 

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4 thoughts on “Incoraggiare ad imparare

  1. Drusilla Risposta

    veramente molto interessante questo post! Noi stiamo attraversando la fase del “so tutto io, non ho bisogno che mi insegni!”. Mio figlio di 6 anni pare sia nato imparato! Ma ogni giorno gli ricordo che nella vita non si smette mai di imparare!

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Si vede che è un tipo che vuole affermare la sua capacità decisionale fin da piccolo! Anche il mio secondo tende molto a sperimentare in prima persona e decidere lui come e quando, piuttosto che farsi guidare, ma in certi contesti questa qualità si rivela molto utile e credo che quando sarà più grandicello gli sarà d’aiuto.
      La sfida sta proprio nel capire le particolarità di ogni bambino e cercare di personalizzare il nostro modo di comunicare con lui. Altro che master la maternità!

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