Il tempo delle mamme

Il tempo delle mamme è uno dei più grandi misteri dell’universo, nemmeno in Voyager e Quark sono mai riusciti a spiegarlo.

Il tempo delle mamme si ferma: quando vedi la doppia lineetta sul test di gravidanza e provi a realizzare la portata del cambiamento che sta per travolgere la tua vita il tempo si ferma. Ti immagini, ti emozioni, sei al settimo cielo, piangi di gioia o magari di disperazione, ma tutto si ferma.

Corre veloce il tempo quando hai ancora da sistemare 46875320861306 cose prima che nasca il tuo bambino, ma va lentissimo quando le nausee e la stanchezza prendono il sopravvento e non vedi l’ora che finalmente arrivi il giorno X. Che poi quando arriva cominciano davvero i misteri.

Ore che sembrano anni quando non sai come farlo smettere di piangere e ormai hai perso il conto del sonno perso. Attimi che vorresti dilatare all’infinito quando i suoi sorrisi ti sciolgono e sei drogata del suo profumo di buono.

Il tempo delle mamme è difficile da spiegare a chi non è mamma, a partire dal papà. Quella simbiosi chimica che ti fa sentire ogni suo minimo sospiro la notte o che ti fa percepire all’istante se c’è qualcosa che non va. Quel privarsi tante volte di te stessa – la te stessa che eri stata fino a poco tempo prima – ma che ti restituisce un’altra te più responsabile, sensibile, consapevole.

Il tempo delle mamme è insicuro certe volte, perchè sai che una nuova vita dipende prima di tutto da te e tu non hai mica tutta quella sicurezza di farcela, di fare bene, di fare il meglio.

Il tempo delle mamme è caotico perchè ti scombina i piani ed è crudele perchè non ti dà nemmeno le istruzioni.

Il tempo delle mamme è complicato quando devi ritornare al lavoro e pensare a come gestire le ore che sarai fuori casa. Devi chiedere l’aiuto dei nonni e capire se e quanto possono dartene, oppure cercare una tata, scegliere il nido, poi la scuola materna. Anche se non lavori devi incastrare comunque la tua vita nella sua ed è tutt’altro che facile. Soprattutto quando l’ennesima bronchite o gastroenterite passano a trovarti e allora ciao a tutti i piani.

Il tempo delle mamme cambia, deve adattarsi e crescere con il passare degli anni. Quando i bambini iniziano la scuola diminuiscono le malattie infettive e stagionali ma aumentano le relazioni e i messaggi sui gruppi di Whatsapp. Il salto che fanno dai 5 ai 6 anni è spaventoso, li ricordi paciocconi e fragili e nel giro di poche settimane te li ritrovi  sicuri di sè, che ti salutano alla svelta per correre all’ingresso con la loro cartella con le ruote e il sorriso senza denti davanti. Dopo qualche mese la trasformazione continua e i discorsi si fanno sempre più spessi, tanto spessi che fai fatica a capire le differenze tra i poteri di Charizard e Blastoize e non riesci proprio ad imparare quando usare le carte energia e quando no.

Il tempo delle mamme ritorna. Torni a dormire la notte e riesci a farti doccia-peli-capelli in un colpo solo senza che nessuno abbia bisogno di te per un’ora, magari ti iscrivi anche ad un corso di ballo dopo 10 anni quando all’epoca ci avevi messo una pietra sopra. Sulle telefonate interrotte da domande o da richieste per esigenze urgentissime ci stiamo ancora lavorando, almeno fino a che avranno anche loro uno smartphone e forse si invertiranno i ruoli. Ti saprò dire tra un po’. Comunque man mano che i bambini crescono torni più protagonista del tuo tempo e ti concedi anche qualche acquisto inutile che farebbe inorridire la Kondo.

green grass ikea home decor

Il tempo delle mamme è una piantina finta dell’Ikea che ti sei comprata per sfizio, perchè mentre loro si sfidano a carte Pokemon, creano mondi in Minecraft o nuovi ingranaggi Lego, tu hai avuto il tempo di guardare la tua casa con più attenzione e hai avuto voglia di curarla nei dettagli. Hai avuto il tempo di chiederti cosa vorresti, ridefinire cosa ti fa star bene e cosa no, riconsiderare quali sono le persone e le situazioni che ti danno energia e quali no.

E alla facciazza della giapponese che piega le maglie in verticale e butta via sacchi e sacchi di oggetti fino ad arrivare alla perfezione, posso dire con orgoglio che l’erba di plastica nel vasetto metallico mi mette di buonumore e anche se riempie inutilmente lo spazio con la sua presenza mi ricorda che il tempo delle mamme è meraviglioso. Ordine sì, ordine no, lavoro sì, lavoro no, sonno sì, sonno no, una piantina verde finta fa sempre bene ad una mamma. Soprattutto se ha il pollice nero.

9 thoughts on “Il tempo delle mamme

  1. Giusi Risposta

    Già, condivido in pieno ciascuna fase, ciascun tempo da te raccontato. L’organizzazione soprattutto quando non ci sarai in casa e dover gestire tutto. Ps. La piantina Ikea piange anche a me

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Eh sì, ogni tempo ha i suoi pro e i suoi contro, le sue bellezze e le sue difficoltà, ma tutte le tappe hanno in comune la gratitudine dell’essere mamma. Viva le piantine di plastica che ci danno allegria 🙂

  2. Mamma avvocato Risposta

    Che bello questo post e quanto è vero! Mi preoccupa un po’ il salto tra i cinque /sei anni, a cui mi sto avvicinando, però so che fa parte della vita e non posso (né vorrei) tenermelo sempre così!

  3. Hermione Risposta

    Ecco, adesso mi servirebbe la faccina che piange dalle risate perché con questa storia della piantina mi hai fatto morir dal ridere,
    E soprattutto mi sentirò meno in colpa se anch’io, ogni tanto, indugerò su qualcosa di inutile.

  4. maddalena Risposta

    Che bello questo post! Quando scrivi “il tempo delle mamme ritorna” mi pizzichi una corda. E’ tutto così vero, e adesso posso fare la doccia perfino senza accendere la tv per loro. E ti sembra incredibile che prima non dormivi, ti lavavi a pezzi (nel senso in più fasi ma anche che eri a pezzi)… Sul mangiare in pace invece, tanto per dire, siamo ancora in alto mare. Ma con quel “tempo ritorna” non so… mi hai proprio emozionato, hai dato al nostro tempo di donne la sua circolarità. ps: ottima scelta la piantina ikea, e anche io ho ammazzo ogni forma vegetale.

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Ti ringrazio, detto da te fa davvero piacere. Man mano che i bambini crescono si ritrovano parti di sè un po’ dimenticate, almeno a me sta succedendo da quando entrambi vanno a scuola e c’è stato il “salto” nel mondo dei “grandi”.

      • maddalena Risposta

        Lo so, anche io sono sul filo, in verità Isabelle ha solo tre anni, mi tiene ancora molto nella “fase calda della maternità”, ma cresce svelta, le notti sono notti, quando gioca se ha voglia sta buona anche tre quarti d’ora, gli altri due sono scolarizzati, semmai si stufano ma sono comunque abbastanza autonomi… E io dipende dai giorni, un po’ faccio troppo, un po’ dovrei o vorrei fare di più, un po’ non lo so, sto cercando le mie misure. 🙂

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