Il potere del problem solving

Problem solving vieni a me vieni a me vieni a me!

Ragazzi questo weekend di imprevisti iniziato venerdì e finito ieri mi ha messa a dura prova. Anche una organizzata come me ha avuto momenti di smarrimento.

Cominciamo dal pre-weekend: venerdì faccio taxi avanti e indietro dalla palestra per portare Gabry e mia sorella ad atletica, un corso dopo l’altro, recuperando Nicolò nel frattempo dai nonni e portandolo dagli altri, in previsione di un invito a cena/pigiama party. Finito lo sport e sistemati i bambini, vado al giapponese con mia sorella (lo so che ho sempre detto che non mi piace, ma ho scoperto che oltre alle alghe e al pesce crudo da cui sto alla larga, ci sono spaghetti, verdurine cotte, spiedini di gamberetti e di pollo ai ferri…slurp) per una mini serata libera. Mangiate e chiacchierate la riaccompagno a casa, saluto i bimbi per la buonanotte e torno a casa anch’io. Una bella doccia e a nanna. Rimando al sabato mattina tutta una serie di attività casalinghe che riposata e senza Minions svolgerò in un attimo. La mamma mi porterà i bambini in tarda mattinata.

Sabato mattina: un bel caffè vero e poi eccomi pronta a stirare, pulire, finire i costumi di Carnevale. Driiiin, anzi, tururururu (la suoneria del telefono di casa fa più o meno così): è mio papà “Vieni a prendere tu Gabry e Nico che la mamma è caduta”. “Caduta??? Oddio, cosa si è fatta?”. Mamma è inciampata nel tappetino del bagno per correre da Nicolò e si è rotta un dente, stortata gli occhiali, tagliata un dito, procurata un livido sulla gamba grosso come una melanzana.

Da qui potete immaginare. Corro in farmacia, il papà va dall’ottico, riporto i bimbi a casa. Piove, tanto per cambiare. Sessioni domestiche rimandate, è ora di pranzo. Poi della nanna di Nico, poi del cinema con Gabry. Il suo compagno di classe rimane un po’ a giocare, chiacchiere tra mamme. Cena. L’ing è fuori, l’unica sera all’anno che esce con i suoi ex colleghi.

Arriva domenica. Finisco i ritocchi dei costumi di Carnevale, messa, pranzo, nanna. Comincio a stirare. Fine nanna, vestiamoci, si va a vedere i carri! Saluti, chiacchiere, coriandoli, foto. Magari andiamo dai nonni, che ieri era il compleanno di mio suocero e non siamo nemmeno passati a fargli gli auguri di persona. Carichiamo in macchina il regalo per il nonno: una sedia da ufficio un pochino più comoda di quella che ha adesso, così è a posto pure la schiena. Ci fermiamo a cena? Ma sì, una bella pizza insieme.

Aaaah finalmente è lunedì. Una volta portati i bimbi a scuola posso finire di stirare e organizzare gli appuntamenti con le lezioni della settimana, che grazie al Cielo stanno procedendo bene.

No. Cambio programma: Nicolò ha una tosse da foca malata, o da cane rauco, e gli fa male lo stomaco. Niente asilo, via dalla pediatra. Già che siamo fuori, tintoria, bancomat, farmacia ovviamente. Pranzo, metto Nico a dormire. Vado a lezione. Prendo Nico e si va dall’osteopata. Ops ci manca il latte, finite anche le scorte di banane e di verdure base: andiamo a prenderle. Anche il vestito di Carnevale per la zia. Cena. Giro di telefonate a nonni e alunni per riorganizzare i prossimi giorni, tenendo conto delle richieste di ognuno, dei giorni di vacanza, della disponibilità dei nonni, del fatto che mia mamma per un po’ sarà convalescente.

Nanna. Notte intera.

Il problem solving mi ha salvata di nuovo. Mi viene un po’ da ridere quando ai colloqui mi chiedevano come organizzavo il lavoro e se avevo esperienza di coordinamento di risorse. Venite una settimana a casa mia, vi lascio il mio posto e poi vediamo. Tutte le mamme sono problem solver, lo diventano per natura. E diventano coordinatrici, manager, progettiste, organizzatrici di eventi. Tralascio tutto il resto che già sapete.

Volevo raccontarvi di Lego Movie, dei Minions alla sfilata dei carri, dell’osteopata, ma dovrò rimandare alle prossime puntate. Comunque a me piace cercare soluzioni 🙂

solutions

Stay tuned!

 

6 thoughts on “Il potere del problem solving

  1. firmatocarla Risposta

    Queste giornatine mi ricordano tanto le mie… corse e rincorse, giravolte e inversioni anche nei sensi unici, come se avessi un giratempo (presente Hermione di Harry Potter?).
    Un po’ problem solver, un po’ professionista di tetris… queste sonio le mamme !!! Altro che gestione del personale ^_^

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