Il magico potere del riordino

Il libro di cui ti parlo oggi svela i segreti profondi che si nascono dietro il banale gesto di mettere a posto e insegna come trasformare i nostri spazi e la nostra vita grazie al riordino. “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo propone infatti un metodo di organizzazione degli spazi e degli oggetti (il metodo Konmari) che è un percorso, una filosofia di vita, un modo di volersi bene e vivere in armonia con sè stessi.

il magico potere del riordino marie kondo

Prima di sposarmi non ero certo una patita del riordino: finché erano libri e appunti di scuola tutto bene, ma mettere in ordine la mia camera (gli altri locali della casa ovviamente erano catalogati come “non pervenuti”) non era proprio tra le mie priorità. Vestiti lasciati in giro a tempo indeterminato, oggetti di ogni tipo accumulati negli anni e mai buttati, tanta, troppa roba di cui non mi sono mai preoccupata più di tanto. Poi il trasloco a due nella nuova casa, molto più piccola di quella dei miei genitori, e l’arrivo imminente del terzo componente della famiglia mi hanno messa nell’ottica di dover pensare per la prima volta a dove mettere le cose. Nuovi mobili, nuovi spazi, nuove persone. Lì ho mosso i miei primi passi da riordinatrice ed ho scoperto col tempo che mettere in ordine mi piace e mi fa stare davvero bene.

Ma torniamo a noi e al metodo Konmari.

Quali sono gli ingredienti per un riordino efficace

Il tempo

Il riordino deve avvenire in due fasi: ogni oggetto va selezionato e valutato, dobbiamo decidere se buttarlo o tenerlo in base alle emozioni che ci regala. Se non ci dice nulla, non ci fa sentire bene, non ne sentiamo la necessità, dobbiamo sbarazzarcene senza troppi rimpianti. Se invece decidiamo di tenerlo, dobbiamo dargli una precisa collocazione.

Bisogna riordinare tutto in una volta: il riordino deve essere un evento speciale, un obiettivo da raggiungere velocemente senza procrastinare all’infinito (per tutte le categorie Marie Kondo suggerisce massimo 6 mesi).

Puntare in alto

Dobbiamo ambire alla perfezione, non basta accontentarsi di mezze misure. Il metodo Konmari dice che bisogna andare avanti a riordinare fino a quando non abbiamo passato in rassegna tutte le categorie, buttato tutto il superfluo e assegnato un posto a ciò che è rimasto. Si dovrebbe sentire un “clic” che ci fa capire quando siamo arrivati all’obiettivo. Io ancora non l’ho sentito, vuol dire che evidentemente ho ancora lavoro da fare.

Per categoria

È importante effettuare un riordino per categoria, non per stanza! Gli oggetti spesso sono disseminati in più ambienti e se riordiniamo per stanza corriamo il rischio di lasciare il lavoro a metà, ottenendo un beneficio solo parziale. Per ogni categoria la Kondo dice di tirare fuori tutto, buttare sul pavimento ed eseguire le due fasi su ogni oggetto. Le categorie suggerite sono: vestiti, libri, carte, oggetti misti, ricordi, che vanno riordinati proprio in quest’ordine (mica fuffa, c’è anche un ordine per il riordino!).

Cosa mi è piaciuto del libro

Il senso di leggerezza

La parte che ho sentito più mia è il riordino a due fasi: il fatto di selezionare gli oggetti, eliminare quelli che non ci dicono più niente, lasciar andare quello che non ci dà emozioni, dà davvero un senso di libertà e di pace. Ci si sente più leggeri, si respira aria nuova, si chiudono parentesi aperte in passato e se ne aprono di nuove per il futuro. Si prende più consapevolezza per quello che si ha e lo si apprezza maggiormente. Io aggiungo che il riordino è anche un ottimo antristress: quando sono nervosa mi basta mettere a posto (o buttar via) qualcosa e sto subito meglio.

Maggiore fiducia di sè

Riordinare in questo modo aumenta anche la fiducia nelle proprie capacità di scelta: si velocizza il processo decisionale e si acquisisce maggiore fiducia in sé. Perché il riordino sia efficace è importante che siamo noi a fare la scelta di cosa buttare e dove mettere quello che abbiamo tenuto, senza la consulenza di nessuno. Altrettanto importante è quindi non buttare le cose degli altri componenti della famiglia, ma fare in modo che loro stessi arrivino ad essere responsabili dei propri spazi e delle proprie cose. Questo me lo devo ricordare bene perché a volte il mio riordino compulsivo prende dentro a mo’ di mietitrebbia tutto quello che trova, che sia di mia o di altrui proprietà!

Se su vestiti e scarpe ho io il potere decisionale perché ai miei uomini non importa gran che l’argomento, su altre categorie è bene che pian piano ognuno cominci a curare i propri oggetti. Con i bambini siamo partiti dai giochi e dai libri: ogni tanto svuotiamo tutto e faccio scegliere loro cosa tenere e cosa regalare (ovvio che i pezzi rotti si buttano senza troppi pensieri, ma tutto ciò che è in buono stato viene regalato a chi ne può aver bisogno. Il “buttare” del libro fa riferimento al “far uscire di casa”, al non trattenere più per sè. Prima di andare in discarica chiediamoci se vestiti, scarpe, borse, libri che non vogliamo più possono servire o far piacere ad altri!). Col marito ci sono ancora angoli oscuri su cui urge sensibilizzazione (tecnologia degli anni ’80, carte di ogni genere accumulate negli scatoloni del garage), ma confido negli anni a venire.

Cosa non mi ha convinta

Anche se “Il magico potere del riordino” è diventato un caso editoriale da record mi sono rimaste alcune perplessità, sia sul libro che sull’autrice. Se decidi di leggerlo (magari comprandolo) sei avvisata.

Maniaca dell’ordine

L’autrice racconta che da bambina invece di giocare con gli altri metteva in ordine qualsiasi cosa: i libri della classe, la stanza del fratello, il ripostiglio… stava sempre da sola ed era una maniaca dalla perfezione degli ambienti intorno a lei. Ecco io non esagererei così tanto… un po’ di disordine non fa male a nessuno, non dimentichiamoci del resto del mondo fuori dalle pareti di casa!

Da soli è più facile

All’epoca della pubblicazione del libro la Kondo non aveva figli. Facile avere la casa perfetta se nessuno te la ribalta! La complessità del tenere in ordine senza bambini si riduce almeno dell’80% secondo me: dimmi un po’ quanto tempo impieghi a sistemare panni e oggetti sparsi da marito e figli e quanto tempo a riordinare serenamente le tue cose…

Le magliette in verticale: anche no!

Non credo che sperimenterò la piegatura giapponese delle magliette. La Kondo suggerisce di farne tipo dei rotolini e metterle in verticale: potrebbe andare se le hai nei cassetti e soprattutto hai voglia di passare il tempo in questo modo. Perché siamo oneste: per piegare così una maglietta ci vuole più tempo. Io non vedo così drammatico il fatto di averle piegate una sopra l’altra sui ripiani dell’armadio, sono lo stesso in ordine e non si stropicciano esageratamente secondo me.

Parlare agli oggetti: anche no (2)!

Come refuso della sua cultura animista, lei parla con la sua casa e con i suoi oggetti, ringraziandoli di aver lavorato e faticato durante la giornata. Capisco che in Occidente il concetto andrebbe rivisto, ma comunque l’ossessione per l’ordine qui diventa tangibile come la nebbia di Milano!

Troppe ripetizioni

Ho trovato fastidiose le ripetizioni: 200 pagine mi sono sembrate tantine per un inno al decluttering e alla semplicità. Si ripete più e più volte che bisogna selezionare, buttare, trovare un posto a tutto. È un manuale, suvvia, scrivi il concetto chiaro e schematico una sola volta: sono armata di matita ed evidenziatore, relax and take it easy!

 

Tu l’hai letto? Come ti è sembrato? Se senti il bisogno di recuperare o costruire un rapporto migliore con lo spazio che ti circonda e con gli oggetti che possiedi, nel metodo Konmari puoi trovare pane per i tuoi denti. Per tutto il resto, c’è l’Ikea!

Con questo lunghissimo post partecipo al Venerdì del libro di HomeMadeMamma.


 
 

Web Hosting

 
 

12 thoughts on “Il magico potere del riordino

  1. Vale- naturalentamente Risposta

    Ah, ecco, allora è questo il famoso metodo Kmbo! Sai che mi hai proprio incuriosita con questo post? Mi sa che me lo procurerò, questo libro…anche se ho preso coscienza di tutte le tue perplessità e ne condivido alcune. 🙂 Comunque la questione del ripetere i concetti più volte credo sia preprogativa nipponica…anche io ho pubblicato un post su un libro giapponese e anche in quello le idee di pace, amore e compassione sono ribadite più più più e più volte. 🙂 Quanto all’animismo…io di solito saluto affranta le tazze che mi cadono e si rompono in mille pezzi, vedi tu! 😉
    Grazie per il consiglio di lettura!
    Valentina

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Ah ah se le tazze in pezzi sentissero il dolore io sarei un mostro!
      Io a volte parlo alla mia gatta, ma lei è viva 🙂
      Comunque un libro zen ogni tanto ci vuole. Io l’ho preso nel reparto libri del supermercato, ma so che esiste anche l’ebook per chi preferisce il digitale.

  2. Mamma avvocato Risposta

    Molto interessante ma, ahimè, il punto dolente è sempre riuscire a selezionare e buttare via!
    Io continuo a rimandare ad un trasloco che non si sa quando arriverà!!!

  3. ketty Risposta

    Cara, grazie della sintesi perfetta del libro! Non lo comprerò perchè ho già una pila di libri da leggere in arretrato ma di sicuro seguirò le indicazioni. Anch’io mi sento più sollevata quando c’è ordine e poca roba in giro.
    Ketty

  4. Silvia Fanio Risposta

    Mi si è aperto un mondo.
    Un sacco di verità, soprattutto sul fatto che bisogna prendere coraggio a due mani e imparare a scegliere cosa tenere e cosa no.
    Mi hai incuriosita, proverò a leggere il libro e a seguire i tuoi suggerimenti.
    Grazie mille per questo post! 🙂

  5. Stefania Risposta

    Mi piace la tua recensione… anch’io sto leggendo questo libro, seppur moooolto lentamente: come te, ho trovato anch’io che ci siano pochi concetti ripetuti un sacco di volte e questo mi rallenta la lettura, tanto che a volte crollo addormentata sul libro! Comunque continuerò, perchè sono proprio curiosa di scoprire questo metodo rivoluzionario!

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Bisognerebbe schematizzarsi i concetti della giapponesina. Però a parte la lentezza e qualche fissa mentale, direi che è molto buona la sostanza 🙂

  6. Alessia Savi Risposta

    Articolo molto interessante. Per un’accumulatrice seriale come me, questo libro potrebbe essere la soluzione a parecchi problemi, come il legame affettivo che mi lega a molti oggetti di cui potrei fare senza troppi problemi, a meno. Sono mesi che mi dico “Ma quando trasloco dove metto tutto?”
    Forse è il caso che faccia prevenzione anziché curare dopo?
    Credo che il riordino sia comunque catartico e importante.
    Quando faccio le pulizie compulsive in camera mi ritrovo a gettare sacchi di appunti, stampe, vecchi oggetti che non uso più da secoli.
    Dovrei essere parecchio più metodica e dare un taglio netto a tutto ciò che non uso. Non so perché, ma mi sembra quasi impossibile =/

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Forse non è arrivato ancora il momento in cui ne senti il bisogno. Per me il momento è stato quando mi sono sposata e sono diventata io la responsabile dell’ordine della casa: fino ad allora ci pensava mia mamma e il disordine non lo vedevo proprio…
      Adesso mi viene automatico mettere a posto regolarmente e buttare ogni tanto quello che non mi serve o non mi piace più. Con questo non significa che la mia casa sia perfetta, se no non sarebbe viva, ma il riordino giornaliero mi fa sentire bene.
      Prova a vedere se questo gruppo Facebook può esserti d’aiuto: https://www.facebook.com/groups/IoDecluttero/?fref=ts
      In bocca al lupo!

  7. Pingback: Pulizie di primavera senza stress | Mamma al cubo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *