Il coraggio di essere te stesso

Come ti avevo anticipato oggi vorrei raccontarti qualcosa della prima lettura rivelatrice (rivelatrice sì, non rivelazione) di quest’estate: “Il coraggio di essere te stesso” di Alessandro Chelo.

il coraggio di essere te stesso alessandro chelo

È un breve saggio che si legge in modo scorrevole, a patto di tornare con calma sugli esercizi proposti: il libro è composto essenzialmente da una parte più teorica e da una pratica ed esperienziale. Il vero beneficio per me è stato principalmente in questa seconda parte perché è lì che sono andata a scavare, facendomi domande e cercando ricordi per arrivare a darmi alcune risposte. Ma andiamo con ordine per capire meglio di cosa parla.

“Il coraggio di essere te stesso” è una raccolta di indicazioni e suggerimenti per cercare (o riscoprire e rinnovare) la propria autenticità e i propri talenti e far leva su di essi per avere successo. È solo cercando la nostra identità profonda, la nostra essenza, che potremo essere davvero felici, e per farlo è necessario dare ascolto alla propria voce interiore indipendentemente dai ruoli che nella vita ricopriamo. Ecco i punti chiave del libro che mi sono segnata.

L’autenticità è lealtà, verità e gratitudine che si traducono nell’arte di voler bene.

L’autenticità è coerenza con il proprio io e i propri valori. Questo non significa non cambiare mai e rimanere monolitici tutta la vita, ma imparare ad evolvere in base al divenire della realtà e delle situazioni cercando sempre sè stessi nelle nuove dimensioni che il mondo propone.

L’autenticità è costruttiva, si spende “per” qualcosa e qualcuno anzichè “contro”. I veri innovatori si pongono a favore di un’idea e sono propositivi, hanno un atteggiamento improntato al dialogo e al confronto con i propri interlocutori, prediligendo l’apprendimento e la crescita al giudizio e all’opposizione.

L’autenticità è responsabilità perchè partendo dalla ricerca di noi stessi siamo chiamati poi a dare qualcosa.

La nostra identità più profonda sono i nostri talenti, non i nostri limiti. Spesso la società punta il dito ed evidenzia più le mancanze e gli sbagli anzichè guardare in positivo. Quante volte ci sentiamo giudicati da chi vede solo i nostri errori, le nostre cadute, e non si preoccupa invece di far leva e valorizzare i talenti! Pensate quante volte capita a scuola, sul lavoro, tra conoscenti, mamme… L’autore pone enfasi su questo punto che anche a me sta molto a cuore: dovremmo puntare a valorizzare i talenti (nostri e degli altri), dedicandoci al loro potenziamento piuttosto che al miglioramento di quello che ci riesce meno bene: ciò non significa non cercare di correggere i propri errori, ma ribaltare l’approccio e focalizzare il nostro impegno prima sui nostri punti di forza. Per fare questo è necessario essere un po’ più indulgenti con i nostri errori e imparare a perdonare quelle parti di noi che ancora non sono finalizzate.

Partiamo allora dalla ricerca della nostra autenticità e dei nostri talenti per capire cosa vogliamo e come possiamo farlo. Coraggio!

Ti lascio con questo esercizio proposto nel libro che ho trovato molto simpatico e “illuminante”: prova a fare l’acrostico del tuo nome scegliendo per ogni lettera che lo compone l’aggettivo che più ti si addice. Se hai un nome corto puoi aggiungere anche il cognome e, personalizzazione mia, usare anche l’inglese se in italiano non ti vengono le parole (che aggettivo esiste in italiano che inizia per H???). Sembra una stupidata ma non è così ovvio trovare subito le parole che ci descrivono al meglio nella nostra essenza: provare per credere!

Dopo la pausa estiva torno con piacere a partecipare al Venerdì del libro di HomeMade Mamma 🙂

6 thoughts on “Il coraggio di essere te stesso

  1. Nadia Tansini Risposta

    Bellissimo libro con bellissime verità. Brava Debora. Un ottimo consiglio per chi ti segue. A proposito… bello questo blog 🙂

  2. Ketty Risposta

    Mi ha colpito soprattutto il concetto dell’autenticità “a favore” di qualcosa e non “contro”.
    Sembra semplice il gioco dell’acrostico ma ci devo riflettere un po’!
    Mi viene anche un’idea: si potrebbe fare il proprio acrostico e poi proporre ad una cara persona di farne uno per te, un gioco per conoscersi meglio.
    Interessante la tua proposta di lettura.
    Ketty

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *