I colori del cuore

Era facile essere un bambino negli anni ’80, c’erano molti meno giocattoli da desiderare e molto più tempo per sognare. I sogni avevano tutto il sapore dell’attesa del Natale, che si pregustava mesi e mesi prima, mesi in cui la bambina timida e sognatrice che era in me fantasticava su quali sarebbero stati i suoi regali del cuore. Era facile desiderare.

Niente videogiochi, niente Wii, Nintendo, Play Station & Co., solo un Tetris verde sull’enorme pc ereditato dall’ufficio di papà.

Niente DVD special edition col successo Disney dell’anno prima, solo la VHS originale di Lilly e il Vagabondo col nastro consumato a furia di fare play-riavvolgi.

Niente merchandising sfrenato che passa in tv ad ogni ora, al massimo qualche spot durante l’orario della merenda in compagnia di Uan e Ciao Ciao.

Niente mega centri commerciali con giocattoli su scaffali alti 3 metri messi su per l’occasione. Chissà dove si compravano i giochi poi. Io  ho scoperto solo dopo diversi anni che per prendermi il Pisolone mia nonna era dovuta andare alla Giocheria di Milano e poi si era scarrozzata lo scatolone col coniglio in giro per la città, altro che pacchi piatti Ikea negli anni ’80.

pisolone vintage

Le serie di cartoni animati erano poche e infinite (nel senso che duravano dei secoli come Beautiful), le categorie di giocattoli erano ben distinte e si faceva in fretta a scegliere i preferiti. Per tutto l’anno io ero al 50% Barbie e al 50% Lego, poi a Natale osavo osare nei desideri e allora spaziavo con i Miny Pony, Iridella, Teddy Ruxpin, i Popples, i Trudi, il sopra citato Pisolone, i Caran d’Ache da 80. Una gioia difficile da descrivere quando la mattina di Natale trovavo la tazza di latte bevuta, i mandarini mangiati e tutti i regali che avevo sognato.

Così ogni anno la magia si ripeteva: desiderio forte forte, scelta dei regali del cuore, felicità a mille. Anche quando ho scoperto la verità su Babbo Natale e su mia nonna che si faceva taxista di Pisoloni, la magia non è cambiata. Si sono palesati i genitori, gli zii, gli amici di famiglia, ma le emozioni rimanevano sempre.

Crescendo i Miny Pony sono finiti nella casa in montagna insieme al camper di Barbie e ad oggi prendono aria una volta all’anno quando nei giorni di pioggia di agosto tiriamo fuori tutto il repertorio vintage. Teddy Ruxpin è finito in cantina, non riusciamo più a farlo cantare ma il suo musetto tenero è sempre lì a ricordo di quanto è stato speciale per me. Iridella non so, ho perso le tracce pure dell’unicorno.

I colori invece, quelli sono rimasti tutti. Non sono mai stata brava a disegnare ma amavo colorare e poter scegliere tra infinite sfumature di arcobaleno. Verde acqua chiarissimo, chiaro, tenue, scuro, lilla, viola chiaro, viola vino, viola indaco, oro, argento. Ogni scelta era un tuffo in un altro mondo. La scatola metallica dei Caran d’Ache era per me come uno scrigno che aprivo quasi di nascosto ed usavo solo per i disegni speciali: li ho conservati con cura per vent’anni, fino a poco tempo fa quando ho deciso che era il momento di riportarli in vita e di passarli ai miei bambini.

carandache80

[E il Pisolone? Boh, sarà andato a far festa con Iridella e l’unicorno nel paradiso dei pelouche!]

 

Questo post sostiene la Fondazione Mission Bambini che nel weekend del  12 e 13 dicembre sarà con i suoi volontari nelle piazze di tutta Italia per dar vita all’evento “Le piazze del cuore”. I fondi raccolti serviranno ad operare 100 bambini nati con una grave malattia al cuore in un Paese povero. Scopri la piazza più vicina su www.missionbambini.org. Segui #amicidelcuore. 

9 thoughts on “I colori del cuore

  1. Drusilla Risposta

    Il meraviglioso Pisolone, l’ho chiesto per tre anni di fila a Santa Lucia ma non è mai arrivato. Ancora lo rinfaccio a mia madre! Ahahah

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Da mamma posso capire la reticenza delle nostre mamme! Solo la testa pesava almeno 5 kg, per non parlare dell’ingombro per casa 🙂

  2. Pingback: Top of the Post – 14.12.2015 – Natale e sfighe varie – The Swinging Mom

  3. elisabetta Risposta

    No… il pisolone a forma di coniglio lo desideravo anche io!!! Ma non è mai arrivato 🙁
    Forse perchè nella cartoleria dove andavamo sempre non c’era proprio! Che meraviglia i pastelli… io potrei sfoderare il mio ValiGiotto, malandato ma ancora esistente, sacro direi. E vogliamo fare un minuto di silenzio per Poochie? Io l’adoravo…. 🙂
    Bellissimi ricordi, speriamo di regalarne altrettanti così ai nostri bimbi! Un abbraccio Eli

  4. mammaonweb Risposta

    Mi ricordo che era bellissimo avere una scatola piena di pastelli colorati! E anche ora…mi affascina un sacco vedere tutti quei colori messi in fila!

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