Gli insuccessi aiutano a crescere: lasciamoli sbagliare

Sbagliare non piace a nessuno. Sbagliare spesso fa male e il giudizio degli altri è un macigno. Quante volte cerchiamo di nascondere i nostri errori? Non accettiamo l’insuccesso e facciamo una fatica tremenda ad ammettere di aver sbagliato. Vale per noi, ma si riflette soprattutto nell’educazione dei nostri figli. Cerchiamo di evitare che sbaglino, cerchiamo di proteggerli dagli insuccessi e dalle fatiche e così facendo non li aiutiamo a diventare un domani adulti sicuri ed autonomi.

Lasciamoli sbagliare, il besteseller di Jessica Lahey, spiega l’importanza di farsi da parte e accettare gli insuccessi dei nostri figli per farli crescere felici. L’autrice è una mamma ed insegnante statunitense che ha messo in pratica un’educazione all’autonomia che sappia accettare gli errori e che guidi i ragazzi verso la propria responsabilità e realizzazione.

lasciamoli-sbagliare-libro

Perché è importante sbagliare

L’educazione che noi genitori impartiamo oggi ai nostri figli è all’insegna dell’iperprotettività e dell’orrore dell’insuccesso. Questo ha minato la competenza, l’indipendenza e il potenziale dei ragazzi.

Nel tentativo di compensare quella che percepivamo come una mancanza di guida, tendiamo ad essere oggi sempre più presenti, disponibili, pronti a ricordare le cose ai figli e a soccorrerli. Abbiamo abbattuto ostacoli e intoppi dal loro percorso, privandoli così di una delle lezioni più importanti dell’infanzia.

L’insuccesso è una parte necessaria e fondamentale dello sviluppo dei nostri figli. Delusioni, correzioni, critiche, sono piccole sconfitte ma rappresentano anche grandi opportunità. Quando eliminiamo tali opportunità per salvaguardare la felicità a breve termine dei nostri figli, li priviamo delle esperienze di cui avrebbero bisogno per diventare adulti capaci e competenti.

Occorre un’educazione che incoraggi l’autonomia, un’educazione alla resilienza davanti agli errori e agli insuccessi.

Educare all’autonomia

L’educazione promotrice dell’autonomia non è negligente né permissiva. I genitori che incoraggiano all’autonomia stabiliscono fin da subito regole chiare e precise, sono fisicamente ed emozionalmente presenti e offrono la loro guida ai ragazzi quando sono frustrati o hanno bisogno di essere ridiretti.

Noi abbiamo appena sperimentato un cambio di rotta nel passaggio dalle elementari alle medie: in cinque anni lo studio è sempre stato autonomo, scorrevole e “naturale”. In prima media il gioco si è fatto più duro e il principio del “poco sforzo per grande resa” non vale più: ora è richiesto un impegno maggiore, un’organizzazione più matura, una profondità diversa. È stato necessario un cambio di rotta, una vicinanza maggiore e una guida nuova da parte di noi genitori. Questo non ha significato un’assistenza h24, ma un supporto diverso proprio con l’obiettivo di renderlo autonomo e responsabile del proprio cammino.

autonomia-bambini

I ragazzi hanno sete di responsabilità e di un ruolo nella famiglia. Oltre che aiutarli a diventare responsabili delle loro attività, è importante dare loro anche dei piccoli compiti in casa. Certo, è difficile soprattutto per i genitori perfezionisti – come la sottoscritta – accettare che il letto sia un po’spiegazzato o che i libri non siano ben allineati, ma è più importante che imparino a contribuire alla routine familiare e avere dei piccoli compiti che li coinvolgano nella quotidianità della famiglia.

Educare al futuro

Occuparsi di un compito e perseguire obiettivi a lungo termine è il maggiore fattore predittivo di successo, più importante dei risultati accademici.

In questi giorni il giovane nerd deve imparare a memoria il proemio dell’Iliade ed è diventata una tragedia familiare. “A cosa mi servirà nella vita?”, continua a chiederci, e vorrebbe gettare la spugna davanti a quel testo troppo difficile e astratto per la sua mente iper razionale. Quello che stiamo cercando di fargli capire non è trovare un lato pratico nel ricordare cosa fece il pelide Achille, il punto è vedere qual è l’obiettivo di lungo termine: impegnarsi e faticare per raggiungere un traguardo, cercando le strategie migliori per arrivare alla meta.

Cosa possiamo fare noi genitori

I bambini, fin dalla più tenera età, sono spinti dal desiderio di scoprire, di esplorare, di creare. Quando crescono, il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di preservare la loro naturale curiosità e sete di sapere.

L’insuccesso che i giovani registrano quando noi allentiamo la presa e lasciamo che commettano i propri errori, non solo fa parte integrante dell’apprendimento, ma è proprio l’esperienza che insegna loro a risolvere i problemi con resilienza, efficacia e creatività.

sbagliare-ragazzi

Ecco cosa possiamo fare per educare all’autonomia e al futuro dei nostri figli.

Accettare che i ragazzi sbaglino e che imparino dagli errori

Dobbiamo fare un passo indietro e permettere ai nostri figli di affrontare direttamente gli ostacoli. Con il nostro affetto e il nostro sostegno, i giovani impareranno a trovare soluzioni proprie e a costruirsi un successo che sia davvero frutto del loro ingegno e del loro impegno.

Se allentiamo la pressione sui voti, l’ansia da prestazione scolastica o sportiva, concentrandoci invece sul quadro educativo più generale dell’amore per il sapere e della capacità per il ragazzo di coltivare indipendenti, i risultati miglioreranno di conseguenza.

Incoraggiare i loro obiettivi

Imporre i nostri obiettivi può aver senso fino ad un certo punto: più i figli crescono e più è importante lasciare che siano i protagonisti del proprio futuro.

Incoraggiamoli a cercarsi degli obiettivi propri, piccoli e grandi. Incoraggiamo la loro competenza e lodiamoli per la loro resilienza e per gli sforzi che faranno nel riprendersi dagli insuccessi. Lodiamo il loro impegno, non le loro qualità innate.

Instaurare buoni rapporti con la scuola

La scuola media è il tempo tipico degli insuccessi, anche per chi alle elementari andava benissimo. Dobbiamo accettare che i ragazzi sbaglino, in questo periodo più che mai. L’essenziale è che sia da parte delle famiglie che da parte della scuola ci sia lo stesso obiettivo: far crescere i ragazzi rendendoli più autonomi e competenti.

La collaborazione tra genitori e insegnanti è fondamentale per garantire il successo a lungo termine degli studenti. I genitori hanno il potere di concedere ai figli la libertà di sbagliare, gli insegnanti devono avere il tempo per trasformare quegli sbagli in istruzione. Insieme abbiamo il potenziale per educare adulti competenti e sicuri di sé.

 

L’autrice non dà una ricetta magica per la felicità: sicuramente commetteremo errori e non sarà facile cambiare rotta se finora siamo andati in un’altra direzione. Ma se amiamo i nostri figli e facciamo loro capire che il nostro amore non dipende dal loro rendimento, andrà tutto bene. Portiamo pazienza e abbiamo fiducia nei nostri ragazzi, saranno felici e ci stupiranno.

2 thoughts on “Gli insuccessi aiutano a crescere: lasciamoli sbagliare

  1. Mamma avvocato Risposta

    Tutto giustissimo ma mi sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda! Vero è che da genitori l’istinto è sempre sorreggere e evitare frustrazioni e ci vuole uno sforzo di volontà per contrastare questa tendenza.

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Io mi sto proprio confrontando con quell’età in cui si sentono grandicelli ma sono ancora bambini, sono più goffi e maldestri, con la testa per aria… ed è un mondo tutto nuovo!
      Non è una novità la tematica dell’autonomia e dell’accettazione degli insuccessi, ma l’autrice a mio avviso è molto brava a spiegare e a fare esempi concreti. L’ho sentita molto vicina a quello che sto vivendo in questo momento 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *