Educatori digitali all’arrembaggio

Ti avevo raccontato qualche mese fa che mi ero iscritta al corso on line per educatori digitali promosso da Tinkidoo “Smart toys for smarter kids”. Il corso si è concluso da poco e gli educatori neo formati sono pronti per andare all’arrembaggio di nuove terre e nuovi mondi.

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Il tutto è partito con la creazione di una scatola della tecnologia, in cui ogni partecipante ha riflettuto su quali fossero le competenze digitali più importanti da trasmettere ai bambini e quali strumenti potessero essere più adatti allo scopo. Ci siamo focalizzati su una skill in particolare da sviluppare nell’ambiente in cui ciascuno di noi operava: chi ha messo in pratica nella propria classe, chi ha organizzato laboratori, chi a casa con i propri figli… ci siamo guardati dentro e abbiamo provato a mettere in pratica i concetti del learning by doing (=imparare facendo) e del game based learning (=apprendimento basato sul gioco).

Lo stretto legame tra l’apprendimento e il gioco è stato il filo conduttore di tutto il corso, che attraverso lezioni teoriche, video e interviste-testimonianze pratiche e una community di condivisione ci ha preparati ad essere i nuovi educatori digitali pronti a trasmettere e potenziare nei bambini le competenze chiave di questo millennio:

Le competenze digitali non consistono solo nel sapere utilizzare la tecnologia, ma sono quel patrimonio di conoscenze applicate che serviranno agli adulti di domani per prendere decisioni che possano migliorare la qualità della vita e che permettano loro di scrivere proattivamente il futuro.

Gli strumenti a disposizione sono tanti: si va dai robot programmabili come Cubetto e Dash, ai recenti kit educativi Lego WeDo, oppure a veri e propri programmi per insegnare il coding come Scratch e Kodable. L’obiettivo è il medesimo: far acquisire ai bambini le competenze digitali attraverso il gioco e la sperimentazione attiva.

Alcune, ancora poche, scuole sono entrate in quest’ottica grazie agli insegnanti “pionieri” digitali. In compenso si stanno diffondendo molti laboratori e corsi paralleli perché sempre più persone capiscono che il coding, la programmazione, non è un’attività per soli informatici, ma è importante come una seconda lingua e sarà la lingua che più servirà nel prossimo futuro.

Ho partecipato, ho studiato, ho applicato nel mio piccolo i concetti appresi ma cosa succederà domani ancora non lo so. Quello che so è che come gli altri educatori digitali ho la speranza e la voglia di provare a cambiare la rotta: che sia di un transatlantico o di una piccola barca di pirati poco importa. Andiamo all’arrembaggio!

toysMOOC emma

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