Educare con un progetto condiviso

Educare i propri figli è il compito più difficile e la sfida più grande per ogni genitore. È un lavoro che dura una vita intera e che parte ancora prima della nascita del proprio bambino, perché prima di diventare mamme e i papà in senso fisico lo si diventa con il cuore.

Cosa significa educare? Esiste un modo migliore per farlo? Oggi, molto più che negli anni passati, l’educazione assume contorni sfumati e si fa fatica a trovare dei punti fermi. Ciascuno ha la propria visione e sceglie lo stile e i valori che più lo rappresentano, ma credo che ci siano dei mattoni alla base di ogni tipo di buona educazione.

Come ti dicevo, è un lavoro che dura una vita e non ci sono formule magiche. Gli errori si commettono sempre e nessuno ne è immune, ma se mescoliamo gli ingredienti giusti i risultati si faranno vedere. Credo fortemente anche che per educare in maniera efficace serva un progetto e che questo progetto debba essere condiviso, mai solitario.

I genitori devono confrontarsi su cosa è bene per il proprio figlio, su quale direzione prendere, su quali scelte educative fare. Insieme.

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Educare è dare l’esempio

La Treccani definisce l’educare come “promuovere con l’insegnamento e con l’esempio lo sviluppo delle facoltà intellettuali, estetiche, e delle qualità morali di una persona, specialmente di giovane età”.

Educare è insegnare e trasmettere dei valori, ma ancora di più educare è essere, incarnare in prima persona i valori che vogliamo trasmettere.

Usare fermezza e dolcezza

In una parola: autorevolezza. I bambini hanno bisogno di regole, di confini che stabiliscano lo spazio entro cui potersi muovere in libertà. Le regole vanno condivise e rese esplicite. Discusse, se necessario, ma ci devono essere.

Non dobbiamo avere paura di dire dei “no” e non dobbiamo sconfinare nel buonismo estremo mettendoci al pari dei nostri figli: noi siamo la loro guida, i loro primi educatori e per il loro bene è giusto dare una direzione, una meta.

Tutto questo sempre in un clima sereno e accogliente, mai impositivo. Sono convinta che i castighi non portino da nessuna parte e che anche urlare non serva a nulla [questo non significa che io non abbia mai urlato, ma quando l’ho fatto era per esasperazione o per stanchezza, non certo perché ero convinta di ottenere qualcosa]. La dolcezza è lo strumento e l’amore per loro è il motore di tutto.

Ascoltare e dialogare

Le regole non servono a nulla se non sappiamo ascoltare attentamente i nostri figli: i loro pianti, le loro richieste d’affetto, i loro racconti, le loro domande, le loro paure, i loro sogni. Dall’ascolto e dall’osservazione nasce la conoscenza profonda di quello che i bambini hanno dentro, è questo il primo passo per aiutarli a tirarlo fuori con un dialogo sincero e aperto. Ad ogni età.

Incoraggiare e perdonare

Lodare i successi, premiare l’impegno, fare vedere quanto siamo fieri di loro.  Incoraggiarli sempre a tirar fuori il meglio di loro, a impegnarsi e a non lasciarsi abbattere dagli insuccessi e dalle difficoltà. Lasciarli sbagliare, perdonarli ed essere sempre pronti ad accoglierli per ricominciare.

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Accompagnare e saper lasciare andare

Essere vicini e tenere loro la mano ci viene naturale soprattutto quando sono piccoli, ma la vera sfida è capire quand’è il momento di lasciarli andare da soli ed essere pronti a farli staccare, correndo il rischio che cadano e si possano far male.

Educare all’autonomia e all’indipendenza è una delle fasi più difficili perché significa aver dato ai figli gli strumenti necessari per gestire le emozioni, avere delle opinioni, fare delle scelte, prendere decisioni.

Ogni bambino ha potenzialità immense e una personalità unica che va stimolata a venir fuori: non c’è lavoro migliore che possiamo fare di quello di aiutarli a trovare la propria strada verso la felicità.
 
 

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5 thoughts on “Educare con un progetto condiviso

  1. veroveromamma Risposta

    ascoltare e dialogare ….e dolcezzae fermezza….
    sono quelle chereputo piùimportanti nell’educazione dei figli….
    ma in primis l’esempio conta molto….
    misono resa conto che quando dicvoloro di no urlare urlando …… era ed èsbalgiato…adesso lavorando su me stessa cerco di non farlo e ci sno quasi riuscita…..

    esempio e coerenza

    un progetto condiviso con tanti …
    veronica

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Il progetto condiviso dà il massimo se coinvolge anche la scuola, lo sport, l’oratorio… e tutti gli ambienti educativi dove passano il tempo i nostri bambini. Non sempre è possibile, ma penso che l’unione in famiglia sia il punto di partenza di cui non si può fare a meno

  2. drusilla Risposta

    “Educare è far crescere una persona facendole tirare fuori il meglio di sé”, bellissima questa frase.
    Educare è una sfida quotidiana che regala tante soddisfazioni quante difficoltà, ma è una cosa meravigliosa.
    Concordo che l’esempio è fondamentale, perché per poter educare bisogna assolutamente essere coerenti.

  3. Mamma Avvocato Risposta

    Credo che lasciarli andare sia la parte più difficile, così come capire come accompagnarli nella autonomia senza pretendere troppo o troppo poco in relazione a età e capacità.
    Educare dovrebbe essere frutto di un progetto condiviso..concordo e, secondo me, vale anche per l’essere famiglia.

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