Educare al sonno è possibile?

In settimana sono stata ad un incontro tenuto dalla nostra pediatra sull’importanza del sonno e su come educare i bambini a dormire bene.

Il sonno è un istinto innato, tutti ne abbiamo bisogno e non possiamo farne a meno, ma non è così innato e ovvio dormire bene e riuscire ad addormentarsi serenamente. Lo scopo dell’incontro è stato proprio spiegare alle mamme presenti che educare ad un buon sonno è possibile, così come educhiamo i nostri bambini all’alimentazione, all’igiene, all’autonomia e alla relazione. Ora ti racconto come.

Parto con una percentuale perché a me piacciono i numeri: l’80% dei disturbi del sonno del bambino ha cause comportamentali. Sbam. In un primo momento ho vacillato sulla sedia perché mi sono sentita “sbagliata”, “fallita”, visto il percorso ad ostacoli che ho fatto col secondo figlio, ma poi ho pensato che il dato è invece molto positivo perché significa che c’è speranza e che prima di gettare la spugna e rendersi conto di essere nel restante 20%, possiamo comunque migliorare la situazione.

Cosa sono i disturbi del sonno

Il bambino ha un sonno disturbato quando non vuole o fatica ad addormentarsi serenamente la sera e si sveglia ripetutamente durante la notte. È normale invece che si svegli una-due volte fino ai tre anni. Solo il 15% dei bambini va avanti a svegliarsi dopo i tre anni (presente!).

Quali sono le cause

Possono essere di natura organica (ad esempio per reflusso gastro esofageo (presente!), otiti (presente!), asma, dermatite atopica) oppure dipendere da fattori psico-fisiologici, dalla molteplicità di stimoli sensoriali, dalle abitudini e dall’organizzazione della giornata.

Come educare ad un buon sonno

Una volta scartate le cause organiche con l’aiuto della pediatra, su tutto il resto si può aiutare il bambino a rilassarsi ed educarlo ad addormentarsi da solo. I punti centrali per una buona riuscita (dormita) sono:

  • impostare una routine serale: favola della buonanotte, preghierina, coccole… ogni famiglia dovrebbe creare la propria routine per abituare il bambino a dei gesti ripetitivi che scandiscono la messa a letto fin da quando è piccolissimo. Anche quando non parlano i bambini ci ascoltano, ci guardano, ci sentono e si abituano, imparano e acquistano sicurezza nel sapere cosa verrà dopo.
  • dormire nel proprio letto: qui ci sono le due correnti di pensiero, cosleeping sì, cosleeping no. Noi siamo sempre stati per il no, non tanto per convinzioni o ideologie, ma semplicemente perchè io non sono mai riuscita a dormire con i bambini accanto. E nelle poche volte in cui ci ho provato per sfinimento nemmeno loro si addormentavano, ma continuavano a girarsi e agitarsi invece di rilassarsi. Ho sempre preferito mettermi io seduta vicino a loro durante i risvegli e durante i riti della buonanotte.
  • autonomia e capacità di riaddormentamento: per autonomia si intende far sì che il bambino si addormenti da solo e si riaddormenti da solo in caso di risveglio. Non significa sparire e lasciarlo piangere, significa invece insegnare loro che una volta conclusi i riti della buonanotte ci si saluta e ci si addormenta. Idem per il risveglio. Il messaggio che dovremmo passare è: “Non ti abbandono, io ci sono sempre, ma so che puoi farcela da solo”, un po’ come facciamo quando li affidiamo alle educatrici all’asilo, un po’ come quando cadono mentre muovono i primi passi o quando gli lasciamo in mano il cucchiaino per la prima volta e raccogliamo i pezzi di pastina spiaccicati ovunque.

sonno-bambino-dormire-lettino

Le cose importanti da ricordare sono:

  • personalizzare le modalità da bambino a bambino. C’è quello che crolla senza problemi e dorme tutta notte fin da subito, ma c’è anche quello che ha bisogno di acquisire più sicurezza e richiede più tempo, più presenza. Ci possono aiutare il ciuccio, un pupazzetto, una copertina particolare, una lucina. Ci possiamo sbizzarrire con le ninne nanne e le carezze. L’importante è che riusciamo ad accompagnarli al momento della nanna con serenità.
  • servono sicurezza e tranquillità da parte dei genitori. I bambini percepiscono come radar la nostra ansia e la nostre insicurezze!
  • serve una coesione educativa e una disponibilità a insegnare: diventare genitori è il modo migliore di sperimentare l’empatia, il “sentire” l’altro, ed è proprio questa empatia che ci permette di educare. Non siamo esenti da errori, per carità, ma se mamma e papà sbagliano insieme è sempre meglio che dare al bambino messaggi contrastanti che lo disorientano.

Dopo che ci siamo tutte fatte un esame di coscienza e abbiamo provato a mettere in pratica questi suggerimenti, non ci resta che pregare e attendere con fiducia quel momento in cui ci sveglieremo alle 7 con la freschezza e l’incredulità di Biancaneve nel bosco (non che avesse figli, ma prima dell’arrivo del Principe se l’è dormita alla grande!).

Ti consiglio infine di non vantarti mai con nessuno di aver raggiunto l’agognato traguardo: verrai smentita al 99% la notte successiva 🙂 Quindi acqua in bocca, e sogni d’oro!
 
 

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8 thoughts on “Educare al sonno è possibile?

  1. Mummyinprogress Risposta

    ti ho letto subito 😀 😀 😀 noi siamo in una zona limite: l’Inquilina si addormenta facilmente, a volte si sveglia e riaddormenta da sola con un minimo contatto, anche visivo, altre poppa di brutto… Fatta eccezione quando c’è un dentino all’orizzonte, allora sì che son dolori! Ma non hanno detto da che età dovrebbero iniziare a dormire tutta la notte?!

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      E’ che è molto variabile… ha solo detto che fino a tre anni è normale che si sveglino fino a due volte.
      Il mio primo ha cominciato a dormirla tutta prima dei tre mesi, il secondo non fa testo, si sta stabilizzando a quattro anni suonati!

  2. Mummyinprogress Risposta

    Beata! (Col primo dico…) la mia ci ha dato l’illusione: per tutto il secondo mese dormiva tutta la notte nella culla accanto al lettino… Bei tempi!

  3. verovero Risposta

    quante volte il senso di smarrimentoe di fallimento miha investitototalmente inunoscontro frontale…..
    le mie pesti a turno svegliavano tantissimo ed io ha tette all’aria tutta la notte midisperavo er no saperle far dormire bene.
    ho e abbiamo letto libri ascoltato convegni sul risveglio notturno e come arrestarlo…ma …. lo ha arrestato solo il tempo perchè la nostra routine della sera era ormai assodata e …. però si svegliavano lo stesso….
    ho aspettato e aspettato riempito la testadi mille perchè..
    però orasi dorme abbastanza ci accontenttiamodi un risveglio a notte dellapiccola piccolissima peste …di 10 mesi.
    veronica

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Quando le provi un po’ tutte e alla fine ti sembra di aver fatto tutto il possibile, come dici tu non resta che aspettare che si assestino da soli.
      Io rimango dell’idea che è bene leggere, informarsi, chiedere, ma poi il segreto sta nell’ascoltare e cercare di capire il tuo bambino (non che sia così facile!). Tu che ne hai 5 mi confermerai di quanto ognuno sia diverso e assolutamente unico 🙂

  4. Sara Risposta

    Concordo mamma al cubo… Mai pensare di avercela fatta e sbandierare successi!
    Mi è successo con il mio secondo, lo sto vivendo proprio in queste ore. Fino a un mesetto fa dormiva placido per tutta la notte. E io giù a raccontare la cosa piena d’orgoglio a questo e a quell’altro! Ora ha sei mesi e si sveglia di continuo cercando la tetta, nemmeno durante la montata lattea era così!
    Mai pensare di aver scollinato! Mai! 😀
    Grazie per il post super interessante!

    A presto! Spero di trovarti presto anche dalle mie parti!
    http://www.riccicapricci.net

  5. Pingback: 50 sfumature di sonno | Mamma al cubo

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