Come io ti vedo

Di tumore si vive

Comincia così Come io ti vedo, il libro di Deborah Beretta.

Come io ti vedo

Deborah è una mamma, si chiama come me e ha un figlio che si chiama come il mio. Deborah sta lottando con tutte le sue forze, e con tutti i suoi sorrisi, contro un cancro che le ha cambiato la vita. L’ho trovata per caso su Facebook e mi ha subito colpita (se non la conoscete già, andate a vedere e “piacciare” la sua pagina MagicaDebby): la sua storia, le sue parole, il suo modo di affrontare questo viaggio e di condividere prima la speranza e la gioia piuttosto che il dolore. Proprio di questo parla il suo libro, che non è un diario della malattia ma una raccolta di pensieri ed emozioni legati al suo viaggio con il “mostro”, come lo chiama lei.

Un tumore è in grado di farti rinascere, di farti cambiare la prospettiva di ogni cosa, di cambiare le tue priorità.

Rivedi tutto ciò che ti sembrava importante e ti rendi conto che la maggior parte delle cose non lo fosse.

Ed inizi a goderti ogni attimo, ogni respiro.

Leggendo pagina dopo pagina si tocca una profondità che è allo stesso tempo leggerezza, si respirano attimi di una vita che si scopre fragile ma fortissima. Io non potrei parlarvi di questo libro in maniera adeguata, così ho contattato direttamente Debby e ho chiesto a lei, con alcune domande, di raccontarci Come io ti vedo.

In che modo scrivere questo libro ti ha aiutata a stare meglio? Cosa ti sta donando?

Il libro è nato per lasciare qualcosa di scritto, una traccia indelebile alle persone che amo. Scrivere rappresenta il modo che preferisco per far arrivare ciò che sono e che provo. Scrivere mi permette di togliere qualsiasi aspettativa verso chi ho di fronte. Senza filtri, direttamente dal cuore al foglio, e la penna diventa solo uno strumento.

Il mio libro mi sta donando tante emozioni bellissime: tanto bene, tanto cuore, tanto affetto.

Mi sta dando la possibilità di parlare di sorrisi contagiosi e voglia di vivere. Le persone che si trovano a sfogliare il libro, sfogliano il mio cuore. La cosa magica è che poi si fermano a riflettere e per me questo è il più bel complimento.

Con il ricavato del libro sostieni altre persone che in questo momento stanno lottando contro una malattia: ce lo racconti meglio?

Volevo che il mio libro avesse uno scopo: il sorriso.

Così è nato un progetto di aiuto a Nicolhas e alla sua famiglia. Nicolhas è un ragazzo di 14 anni che lotta contro una recidiva rara di leucemia da quasi due anni. Mamma Linda è sempre accanto a lui e purtroppo ha dovuto lasciare il lavoro. In questo senso, e lo dico con rammarico, le istituzioni non ci tutelano né aiutano e senza un lavoro le difficoltà si sommano alle cose pratiche a ai bisogni quotidiani.

Attraverso la richiesta del libro con dedica alla mail dedicata, libro.comeiotivedo@gmail.com, è possibile devolvere parte del ricavato a Nicolhas ed è possibile donare piccole somme per chi lo desidera. A mamma Linda è già stato donato un piccolo aiuto.

Nei miei prossimi eventi, in programma a novembre a Reggio Emilia, cercheremo di dare ancora di più.

Qual è il passaggio che meglio ti descrive, che più ti piace e che racchiude l’essenza del tuo viaggio?

Tutto quello che è racchiuso nel libro mi rappresenta, ma credo che il passaggio a cui sono più affezionata sia quello che parla del tempo e dell’importanza di ogni nostro attimo.

Einstein diceva che il tempo è relativo. Forse aveva capito come riempire lo spazio che chiamiamo secondo, minuto, ora, giorno. Forse aveva capito di cosa siano fatti gli attimi. […]

Gli attimi che, a riempire lo spazio nel tempo, altro non sono che la vita.

Perché sono gli attimi, ciò che resta per sempre di noi.

Il tuo sorriso è la tua forza, che ti fa tornare su ogni volta che vai giù. Come si fa? E’ una cosa che possiamo fare tutti?

Quando tocco il fondo cerco nelle persone che amo la forza, in mio marito, nella mia famiglia e soprattutto negli occhi dolci di mio figlio Gabriele.

Non è sempre facile sorridere, specie in mezzo agli uragani della vita.

Ho imparato a vedere la malattia come una parentesi della vita. Dopotutto il centro sono io e non il tumore. Ho imparato che ci sono situazioni della vita che non cambiano nemmeno se ti disperi e se inizi a sorridere sei meno solo.

Il sorriso ha il potere di essere contagioso e di renderci migliori. Tutti possiamo farlo, basta cambiare il punto di vista da cui guardare le situazioni e negli spazi delle piccole cose, si trova sempre un frammento di felicità. Perché la felicità è dentro ad ogni cosa capace di emozionarci ancora.

Ci saranno sempre i giorni tristi, o quelli difficili, ma ci saranno insieme a tantissimi attimi per cui vale di sicuro la pena vivere e sorridere.

Sorrido, perché i problemi è vero che non si risolvono, ma pesano meno se non ci si dispera.

MagicaDebby
Non serve che aggiunga nulla alle parole di Debby, solo: grazie!

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