Come frecce

Anche l’altra metà del mio cuore di mamma ha cominciato la sua avventura tra i banchi di scuola. Il suo primo vero giorno da grande, uno di quelli che ti ricordi per tutta la vita.

Non credevo di emozionarmi così tanto all’ingresso visto che è stata la seconda volta e un po’ ci ero preparata, eppure… eppure non ci sono vaccini per l’emozione, è sempre una prima volta con ogni figlio.

Quattro anni fa entravo in punta di piedi nel salone di quella scuola scelta di pancia, che non conoscevo ma mi aveva messa subito a mio agio durante la presentazione e nel giorno di accoglienza dei bimbi dell’asilo. Il primo giorno i più grandi erano tutti in salone e ci hanno accolti con un grandissimo “Ciao!” quando siamo arrivati: una sola parola, la più semplice di tutte, ma che ha lasciato un segno indelebile di apertura e gioia immensa. Quattro anni fa ho accompagnato il mio giovane Jedi in classe incrociando sguardi pieni di felicità, di speranza e di qualche lacrima. Quattro anni sono passati da quel primo giorno e di colpo sono venuti a galla, facendomi tornare quel groppo in gola che ti blocca le parole ma che tutto sente, tutto osserva, tutto abbraccia.

Stamattina i grandi hanno formato un ampio corridoio in cortile e al suono della campanella hanno iniziato a batterci le mani mentre passavamo. Tutta la scuola lì a salutarci e a dire ai nuovi arrivati “Benvenuti”! Tra i grandi stavolta c’era il mio Jedi, pronto a cominciare l’ultimo anno del suo percorso, e tra i piccoli il mio Minion, con un sorriso quasi incredulo che non vedeva l’ora di muovere i suoi primi passi su questa nuova strada. Nel mezzo io, lui, e gli altri genitori ad accompagnare i nostri cuccioli nel loro ingresso nel mondo della scuola.

Sono stata in una bolla di emozioni tutto il giorno senza riuscire a combinare quasi nulla perché pensavo, sentivo, immaginavo. Il caldo esagerato di questo settembre che sfonda ancora i 30° non ha aiutato, ma non è certo colpa del caldo se lo stomaco oggi era un cartoccio. Mamme al primo giorno, so che mi capite.

Comunque lui è stato stupefacente, mi ha raccontato tutto nei dettagli (lo scorso anno non faceva mai “niente”, muto come un pesce) ed era davvero entusiasta. Felice felice felice.

primo giorno di scuola

Io non chiedo di più e gli auguro di tenere sempre vivo quell’entusiasmo che ha acceso a scuola oggi. Sarà dura in certi momenti, ci sarà da faticare, ma faremo tesoro dello slancio di questo giorno. Perché è così che dev’essere, come uno slancio, come una rincorsa prima di un salto, come un arco pronto a scoccare le sue frecce verso il cielo della vita.

frecce arco

La scuola è una colonna portante della persona che diventerai da grande, è una palestra di vita, un cammino formativo ed educativo che va scelto e accompagnato con cura. A scuola si imparano non solo regole e concetti, ma anche valori e relazioni. A scuola si costruiscono le proprie idee e i propri pensieri, ci si confronta, si collabora, si conosce e si accoglie chi è diverso da sè, si cresce, ci si arricchisce.

La parte più difficile per un genitore arriva quando è il momento di lasciare andare i figli lungo il loro percorso, stando loro accanto ma senza intralciarne il cammino. È difficile quando si staccano un po’ da noi per andare su strade nuove, ma la loro serenità è la prova che siamo stati buone guide e che stanno imparando a farcela.

I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi, e benché vivano con voi, ciononostante non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri, perché essi hanno i propri pensieri.
Potete dare alloggio ai loro corpi ma non alle loro anime, perché le loro anime abitano la casa del domani, che neppure in sogno voi potrete visitare.
Potrete cercare di essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi, perché la vita non procede a ritroso e non si attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i vostri figli come frecce vive sono scoccati.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito e con la Sua forza vi tende, perché le frecce vadano veloci e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere, poiché Egli, come ama la freccia che vola, così ama l’arco che è saldo.

(Kahlil Gibran)

I nostri figli sono come frecce: vanno veloci, vanno lontano, vanno in alto. I nostri figli volano e ci fanno volare. E quando ci fidiamo di loro ci sanno stupire.

Buon inizio e buon volo!

 

2 thoughts on “Come frecce

  1. Mamma avvocato Risposta

    Immagino la tua emozione, visto che io ero emozionata anche lunedì, al primo giorno dell’ultimo anno di materna (sono un caso patologico). Le elementari sono un grande passo ma tu saprai far volare i tuoi figli in alto! Buon anno scolastico al Minion!

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