5 cose a cui non sono pronta per l’inizio della scuola

Tra una settimana esatta anche il piccolo di casa avrà finito il suo primo giorno di scuola – e io non avrò più primi giorni da piangere (perché alle medie le mamme non entrano in classe il primo giorno, vero?). Una settimana, e sarà grande di colpo.

Non vedevo l’ora che finisse l’asilo e ho aspettato con ansia che arrivasse il momento di iniziare la scuola. Ne abbiamo parlato tante volte, l’ha vista, sente ogni giorno i racconti del fratello maggiore, ha tanta voglia di vivere questa nuova avventura.

Così avevo pensato di darti qualche consiglio su come organizzare il materiale e su come preparare i bambini ad affrontare serenamente l’inserimento nel nuovo ambiente, ma poi mi sono accorta che per ogni punto che mi veniva in mente ce n’era almeno un altro su cui non ero del tutto per niente preparata… allora vuoto il sacco e chiedo lumi.

Con il materiale ci siamo mossi per tempo: non appena uscita la lista abbiamo setacciato i supermercati vicino casa e nel giro di qualche giorno abbiamo recuperato tutto. Poi mi sono divertita ad etichettare tutto l’etichettabile e indelebilizzare tutto l’indelebilizzabile, così da diminuire le probabilità di smarrimento e furto (può succedere anche questo, purtroppo) dei preziosissimi articoli di cancelleria nuovi di zecca.

quaderni inizio scuola

Abbiamo riorganizzato gli spazi creando un nuovo angolo studio in cameretta, ma di questo ti parlerò in un post a parte.

Ci stiamo allenando per ristabilire una buona routine alla mattina e alla sera in modo che i bambini siano più autonomi nella preparazione delle loro cose.

Abbiamo cercato di preparare Nicolò spiegando cosa farà a scuola, raccontando aneddoti e rispondendo ai suoi dubbi. Sto cercando il più possibile di entusiasmarlo rimanendo realista, che significa fargli vedere gli aspetti positivi e far leva sui suoi punti di forza ma mettendolo di fronte alla realtà, dove incontrerà la fatica e probabilmente qualche delusione.

Nonostante questi piccoli accorgimenti che stanno dando i primi frutti e la bellissima esperienza già vissuta con il fratello grande, mi sento ancora assolutamente impreparata su alcuni aspetti.

Riuscirà a stare fermo?

A differenza del primo figlio, il ragazzo in questione è più frizzante. Può stare seduto delle ore a giocare con i Lego inventando storie e scenari, anche quando ci sono delle attività che lo prendono si impegna e si concentra, ma solo quando è molto interessato. Se lo si obbliga fa l’opposto. A tavola sta seduto bene ma mentre mangia

  1. fa ballare le gambe tirando calci a chi ha di fronte, oppure
  2. tamburella con la mano libera, oppure
  3. canta (mugugnando perché ha la bocca piena) una melodia non ben identificata.

Il tempo pieno credo che sarà una bella sfida per lui.

L’incognita dei nuovi compagni

Conosciamo 5 bambini su 27, che tra l’altro non sono amici stretti di Nicolò. La scuola è in un altro paese rispetto a dove ha frequentato l’asilo e i compagni saranno una novità in tutto e per tutto. La cosa non mi spaventa perché lui si relaziona facilmente con tutti, ma l’incognita c’è sempre, è così per ogni nuovo inizio. Potrebbe essere una classe bellissima, così come spaventosa. Lui potrebbe prenderla benissimo, così come remare contro fin da subito.

L’incognita delle maestre

Puoi scegliere la struttura, cercare la migliore organizzazione, puoi anche conoscere prima i compagni ma il vero elemento di successo a scuola è instaurare un buon rapporto l’insegnante. Se la maestra entra in sintonia con i suoi alunni allora si studia più volentieri, si impara meglio, si passa una giornata piacevole nonostante la stanchezza. Spero che Nicolò trovi delle maestre in gamba che tirino fuori il meglio da lui e lo aiutino a migliorarsi dove serve, che lo capiscano, lo educhino, lo emozionino, lo facciano appassionare nell’imparare cose nuove.

I compiti

In realtà questo aspetto me l’ha suggerito lui: è l’unica cosa che lo preoccupa. A priori direi che cominciamo bene! Ecco perché aggiungo la voce “compiti” alla lista e incrocio le dita per il lavoro che ci sarà da fare a casa.

Le chat di classe

Ricordi che vivevo benissimo senza WhatsApp? L’anno scorso ho ceduto per pietà verso la rappresentante dopo essere rimasta l’unica mamma senza, e da lì è stato uno spuntare di chat come funghi. Tanto per dirvene una, il gruppo della nuova classe è nato a giugno, non conosco quasi nessuno e hanno mandato già il primo invito per un compleanno. “Io sì, io no, io forse”. Chi? Boh. Utili per certe occasioni, ma certe volte… boh.

Tu sei pronta all’inizio della scuola? Come stanno vivendo questo momento i tuoi bambini? Se hai consigli o rassicurazioni sono tutta occhi… scrivi pure!

2 thoughts on “5 cose a cui non sono pronta per l’inizio della scuola

  1. Hermione Risposta

    Qui invece i compagni sono gli stessi della materna, la maestra, appena nominata, la conosco per altri motivi, e mia figlia alla mia affermazione “voglio vedere come farai con i compiti” mi ha risposto “poi ti faccio vedere io”.
    E niente, mi sa che sono io quella più impreparata. Non ero pronta a vedere mia figlia crescere. Non così velocemente.

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Mi sa che hai ragione, loro non si fanno tutti i problemi che ci facciamo noi mamme 😉
      E comunque con il primo non ero così emozionata… sarà strano vederli tutti e due nella stessa scuola, tutti e due ormai grandi!

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