Un sottomarino in paese: una fiaba di pace

Oggi vorrei farti conoscere un libro per bambini davvero speciale: “Un sottomarino in paese”, una storia di pace, di incontri, di sentimenti spesso dimenticati.

Il libro di Vanessa Navicelli è la storia “buffa, tenera e surreale” di un capitano che, rimasto solo nel suo sottomarino senza nulla da fare, dichiara guerra agli abitanti di un tranquillo paesino come tanti. Il libro tratta con semplicità e allo stesso tempo profondità uno dei temi più scottanti di questo periodo, riuscendo a far breccia nel cuore dei bambini (e dei loro) genitori.

copertina

Sai che a me piacciono le interviste, così grazie alla disponibilità e alla pazienza dell’autrice, lascio direttamente a lei la parola. E ai miei bambini, che hanno contribuito con le curiosità sul capitano.

Perché il capitano dichiara guerra agli abitanti che non gli hanno fatto niente?

Prima di tutto: grazie per le domande fatte direttamente dai bambini!

Nelle scuole mi succede molto spesso, ma nelle interviste nei blog no. È un vero piacere rispondere direttamente a loro (le risposte valgono anche per i genitori, eh!).

Andiamo a incominciare con la prima domanda.

Il nostro capitano, all’inizio della storia, è un uomo arrabbiato col mondo, triste, cupo, solo. Per tutta la vita ha fatto sempre e solo la guerra. Non sa immaginarsi niente di diverso. Non conosce niente di diverso! E così, quando un giorno si ritrova senza guerre da dover combattere (perché, in quel mondo immaginario della fiaba, non ce ne sono più), il capitano non sa cosa fare. E dopo averci pensato, decide di crearsi una guerra tutta sua, e sceglie di attaccare il primo paesino che gli capita a tiro. Lo sceglie a caso, come ammette lui stesso quando parla col sindaco.

Ma perché ho inventato un personaggio che vuol fare la guerra senza motivo?

Una volta un bambino mi ha chiesto se secondo me le guerre servono o sono inutili. Be’, le guerre (e la violenza in generale) non solo sono inutili: sono dannose! Non risolvono i problemi, ma ne creano di nuovi. Ci sarebbero tanti modi per evitarle, ma bisognerebbe averne voglia sul serio, impegnarsi nel dialogo, nell’ascoltarsi, nell’aiutarsi ecc. Ai Potenti che governano il mondo spesso questo non interessa. È assurdo, ma trovano più veloce risolvere le cose attaccando.

Noi adulti abbiamo fatto un sacco di disastri. Tanti sbagli. Sono successe e continuano a succedere cose bruttissime che si sarebbero potute evitare.

Voi bambini siete il futuro. Se vorrete, assieme a tanti altri che ora sono bambini come voi, in tutto il mondo, potrete cambiare le cose, renderle migliori. Con tutto il cuore, io mi auguro che voi possiate riuscirci.

Ricordatevi sempre come siete adesso (pieni di affetto, di positività, di voglia di farvi degli amici, di conoscere,…) e cercate di restare così anche da grandi. Salvatelo un po’ voi questo mondo matto!

Cosa spinge i personaggi a “invertire la rotta”, facendo cambiare il capitano?

Per molti mesi gli sono stati alla larga. Poi, pian piano, si sono abituati a vederlo lì, in piazza, col suo sottomarino. E si sono accorti che, in fondo, non era poi così pericoloso (al massimo li colpiva coi pasticcini e li sporcava!).

La prima ad avvicinarsi è la vecchietta, e lo fa senza pensarci troppo. Ho scelto una persona anziana apposta, come primo approccio. Perché, data l’età, ha molta esperienza, sa come trattare con la gente e si comporta col capitano, che pure è un uomo adulto, un po’ come farebbe con un nipotino testardo. Lo costringe (gentilmente) a scendere dal sottomarino e ad accompagnarla a casa. E poi ad aiutarla con l’orto. Lei se lo immaginava che a quell’uomo così arrabbiato e solo e sempre chiuso in un aggeggio metallico sarebbe servito stare a contatto con la natura e pensare ad altro che non fosse la guerra.

Dopo la vecchietta, arriva la bambina di 4 anni. E la bambina è così piccola che non si pone il problema “sarà pericoloso?”; gli si avvicina e gli parla col cuore. E così via tutti gli altri.

6 - La scoperta del sorriso

Se superiamo la paura iniziale verso quello che non conosciamo (persone, situazioni, ecc) e proviamo ad avvicinarci, a capire meglio… spesso scopriamo che le cose sono più semplici e più belle di come ce le eravamo immaginate.

Gli abitanti del paese, facendosi aiutare, hanno finito per aiutare loro il capitano!

Se ci pensate, quando aiutiamo qualcuno, ci sentiamo meglio anche noi. Perché ci fa star bene sapere di essere stati utili, gentili, di aver fatto qualcosa per qualcuno che ne aveva bisogno. Ed è esattamente quello che succede al capitano, che così inizia ad aprirsi verso il Prossimo e a capire che stare sempre da solo non gli piace per niente!

Cosa possiamo fare nel nostro piccolo, nella vita di tutti i giorni?

Credo che seguire l’esempio degli abitanti di questo paese immaginario sarebbe già una buona cosa.

Un bambino, in una scuola, mi ha detto: “Ma non si può mica essere sempre amici di tutti!”

No, no. Certo che no. L’amicizia è un sentimento profondo che unisce le persone quando si crea un legame vero, quando ci si vuol bene. E poi, anche se cerchiamo di essere delle brave persone, abbiamo pure il diritto di pensare che qualcuno ci è antipatico!

Quindi, dicevo: essere proprio amici di tutti no. Però la cosa importante è rispettare tutti. Quello sì. Anche persone diversissime da noi, persone che magari non ci piacciono. Se ci si rispetta a vicenda e si cerca sempre di andarsi incontro e trovare assieme le soluzioni ai problemi… allora vedrete come il mondo può essere migliore. “Assieme” e “rispetto” sono parole chiave.

Hai altre storie nel cassetto?

Tantissime! Per bambini e per grandi. Fiabe, racconti e romanzi. I prossimi libri che usciranno saranno ancora storie per bambini, perché scrivere per voi è una bella responsabilità ma anche una gran bella soddisfazione. In futuro mi piacerebbe anche fare un seguito di questo libro, perché tanti bambini me l’hanno chiesto. Come saranno cambiati il nostro capitano e tutti gli abitanti del paese, dalla fine della storia? Cos’avranno combinato da allora? Ci saranno altri guai in vista o si staranno godendo beatamente la pace? Sono curiosa anch’io di scoprirlo con voi…

 

Grazie Vanessa per questa bellissima storia e per questa intervista: si vede dalle tue parole che riesci ad entrare in sintonia con la parte più vera e profonda di un bambino. Grazie anche per le tue parole di pace, di rispetto e di speranza, perchè questi valori non sono cose astratte ma diventanto reali anche per i grandi se ci credi e le vivi concretamente nella vita di tutti i giorni.

Se vuoi saperne di più e acquistare “Un sottomarino in paese”, puoi trovare tutte le informazioni qui. È disponibile in versione cartacea o digitale, sia in italiano che in inglese.

 

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