La scorsa settimana vi ho portati a Legoland Billund, il parco divertimenti più cool della galassia. Ma la nostra mini vacanza in Danimarca non è stata solo giostre e mattoncini, abbiamo anche dato spazio alla cultura e alla curiosità visitando la ridente cittadina di Billund e andando a scoprirne le particolarità.

L’aria che si respira è leggera, il sole e la brezza primaverile ti fanno dimenticare subito l’umidità di Milano e ti trasportano in altro mondo.

La prima cosa che mi ha colpita di Billund è stata il silenzio. Immaginavo che i Paesi nordici fossero messi decisamente meglio in fatto di ordine e pulizia di strade e quartieri, ma un posto semi deserto non me lo aspettavo proprio. In un intero pomeriggio a zonzo nella patria dei Lego abbiamo incontrato qualche turista, un paio di paesani in ciabatte al supermercato, un gruppo di pensionati in bicicletta e un motociclista al bar che si è fatto fare un panino con cetrioli, insalata e wurstel immersi in una salsa non ben identificata. Google dice che qui abitano poco più di 6.000 anime: dov’erano???

strada billund

Va beh, i bambini erano gasati lo stesso per la diversità degli ambienti e del panorama, così immerso nel verde e così pieno di piste ciclabili dappertutto. In una stradina che attraversa un parco-bosco sono disseminate alcune sculture colorate e particolari

mosaico billund

e se ci si vuole fermare per un pic nic o una merenda, anche i bambini hanno un tavolo su misura per loro accanto a quello dei grandi.

tavoli billund

Ci siamo fermati un po’ in un piccolo parco giochi con le altalene musicali: più vai e più si sente la musica!

parco giochi billund

Poco più avanti si intravede la scuola e andiamo a curiosare da fuori: è l’International School of Billund, creata pochi anni fa grazie al sostegno della Lego Foundation e diventata subito una perla in campo educativo.

international school of billund

Nel giardino hanno un parco avventura, un percorso salute con gli attrezzi per fare ginnastica all’aperto e tanti giochi colorati che ti fanno subito venire voglia di saltarci sopra. Date un’occhiata alle foto degli interni e ai video sul sito della scuola, c’è da rimanere senza parole.

In questa scuola il gioco e la creatività sono i principi cardine che guidano ogni tipologia di apprendimento, e non sono solo dichiarati a parole ma si vedono e si percepiscono veramente. Penso che se vogliamo sperare in qualcosa di migliore per il nostro futuro e soprattutto per quello dei nostri figli dobbiamo partire da qui: dal ripensare il modo di insegnare e di vivere la scuola. L’innovazione non si fa solo con la tecnologia – che certamente aiuta – ma con un ripensamento dei principi, delle metodologie e degli obiettivi della didattica.

perchè un bambino che riesce a sfruttare queste leve per imparare e coltiva queste capacità anche da adulto sarà una ricchezza immensa. Per se stesso, per chi gli sta intorno e per la società.

Inutile dirvi che i miei bambini vorrebbero venire a scuola qui. Vediamo per il prossimo anno come organizzarci con i trasporti, eh!

Per il momento continuiamo il nostro giro per la città e andiamo a cercare il vero pezzo forte, quella che dopo Legoland è stata la meta del viaggio: la sede della Lego. Con una camminata di pochi minuti eccoci davanti alla Lego System. Niente cancelli, recinzioni né inferriate, ma un edificio a vetri in cui si può guardare dentro, bici gialle aziendali e un po’ di verde intorno.

ingresso lego system

ingresso lego system 2

Ci sono Lego ovunque negli uffici: sulle scrivanie, sulle lavagne magnetiche, sulle porte, al posto delle caramelle nelle sale riunioni, sui davanzali… E’ un paradiso! All’esterno invece ti accolgono 3 mattoncini formato extralarge

esterno lego system

e l’insegna dell’azienda che fa sognare generazioni di piccoli e grandi costruttori.

me at lego system

E pensare che tutto questo è nato in una falegnameria nel 1932, quando il carpentiere Ole Kirk Kristiansen avviò una società per produrre scale a pioli, tavoli da stiro e giocattoli di legno. La storia della Lego è affascinante: il nome “Lego” è la contrazione delle parole danesi “leg” e “godt” (“Leg godt” significa “gioca bene” in danese). Partita come un’azienda di pochi operai che produceva giocattoli in legno, la Lego è sopravvissuta a incendi e crisi varie, ha ideato e brevettato il mattoncino plastico ad incastro più famoso del pianeta ed è diventata un colosso internazionale i cui prodotti sono venduti in 140 Paesi nel mondo. Se mi avessero detto da bambina, quando passavo le ore a costruire e arredare case Lego, che ne avrei visto il cuore, forse non ci avrei creduto. Ero al settimo cielo e sono sicura che anche gli altri tre legomani con me ricorderanno sempre questa giornata specialissima.

Tornando a gironzolare per Billund si trova in centro un cantiere che fa intuire che presto arriveranno delle novità, sempre a tema Lego. E’ la Lego House, un progetto culturale che verrà inaugurato nel 2017. L’obiettivo sarà quello di dare ai bambini l’opportunità di imparare giocando e scoprire la storia della Lego e i suoi valori.

lego house billund

La Lego House vuole essere uno step importante nel trasformare Billund nella Capitale dei bambini, un centro di sviluppo internazionale della conoscenza basata su creatività, gioco e apprendimento. Finita dovrebbe venire all’incirca così:

modellino lego house

Questo modellino si può ammirare all’aeroporto di Billund, che prima di lasciarti partire fa tuffare ancora un attimo i bambini in una vasca di mattoncini

vasca lego aeroporto billund

e ti lascia con quel sapore di agrodolce in bocca (ecco sul cibo stendiamo un velo pietoso… su questo punto i danesi possono decisamente migliorarsi!). Se mai volessimo o dovessimo espatriare, metteremo di sicuro Billund nella lista dei desideri – facendoci spedire porzioni di lasagne dall’Italia si potrebbe anche fare :-)

 

Per le strade di Billund dove è nata la Lego
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