Hygge, la via danese alla felicità

Hygge is the new black, il tormentone del 2017 a quanto pare. E io, sinceramente, lo adoro!

Questa filosofia di vita danese, che a detta di molti è la strada per la felicità, mi aveva incuriosita tempo fa quando ho letto Il metodo danese per crescere bambini felici. Te ne avevo parlato anche quando ho sintetizzato i 10 modi per rendere hyggelig la casa ma, non ancora soddisfatta e sempre più presa dall’argomento, mi sono comprata un altro libro: Hygge, la via danese alla felicità.

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Tra i diversi libri in voga ho scelto questo perchè sfogliandolo in libreria mi è sembrato il più completo, oltre che il più caldo e accogliente. Perché è di questo che stiamo parlando: capire cosa si nasconde dietro quel modo di vivere casual e rilassato che si nutre di momenti di intimità, calore, accoglienza con le persone che si amano.

L’autore del libro è Meik Wiking, Direttore dell’Istituto di Ricerca sulla Felicità di Copenhagen: anche questo fattore mi ha spinta a comprare questo piccolo manuale perchè mi è sembrata la voce più autorevole sull’argomento e devo dire che la scelta si è rivelata azzeccata. Le pagine scorrono veloci, ci sono diverse immagini e grafici intuitivi che avvalorano le tesi dell’autore e spiegano in maniera chiara e piacevole alcuni dati.

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L’ho trovato simpatico nel modo di scrivere, in alcuni punti mi sono sorpresa a ridere da sola. Non faccio fatica a credere che il segreto della felicità sia un pochino anche dentro a queste pagine :-)

Tornando alla hygge, ogni elemento viene descritto nel suo contesto e raccontato nella sua origine. Si apprezza e si guarda con ammirazione l’ingegnosità di questo popolo che, costretto a inverni rigidi, lunghissimi e bui, ha saputo trarre il meglio dalla situazione e sta dando lezione al resto del mondo su come trasformare gli ostacoli in opportunità. Abitudini e considerazioni vanno immaginate nel contesto danese, ma credo che ci siano moltissimi spunti da calare nella quotidianità. In fondo cercare la felicità nelle piccole cose belle della vita è un esercizio che si può fare a qualsiasi latitudine e in qualsiasi condizione climatica e culturale.

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La hygge non è solo un’atmosfera, la hygge è soprattutto un’esperienza. Non è solo accendere tante candele e sorseggiare un caffè caldo sotto una copertina morbida (anche se, ammettiamolo, è il massimo del relax!), non è solo passare un pomeriggio a cucinare e mangiare dolci, non è solo suonare la chitarra con gli amici attorno ad un falò sulla spiaggia.

La hygge coinvolge tutti i 5 sensi, si può gustare, udire, fiutare, vedere e toccare: ha un sapore familiare e confortante, ama il silenzio e i suoni delicati, ha il profumo di casa, ha una luce fioca e calda, al tatto è morbida e rustica. Ma la hygge ha soprattutto un sesto senso: è quella sensazione di sicurezza e fiducia nelle persone e nell’ambiente che ci circondano. La hygge si può provare, sperimentare, sentire dentro. Per questo un libro e un post non bastano, ma possono servire a darci lo stimolo per vedere la quotidianità sotto una prospettiva diversa. Io mi sono sentita di buonumore ad ogni pagina che sfogliavo e sto provando a gustare la bellezza che ho attorno con maggiore consapevolezza (ammetto però che sono partita in vantaggio, le calze pelose le avevo già!).

Con questo post partecipo al Venerdì del libro di Homemademamma.

4 thoughts on “Hygge, la via danese alla felicità

  1. Reply

    Ne ho sentito tanto (troppo) parlare, ma forse per questo non ho avuto abbastanza curiosità per apprfondire, però questo post me ne ha fatta venire…

  2. Stefania Reply

    Per me è una novità assoluta. A livello teorico mi sembra tutto molto bello, poi quando ci si scontra con la quotidianità non so … bho… lavoro, famiglia, compiti a casa con i figli, casa da sistemare, spesa da fare, palestra, volley e calcio dei figli, tute sporche del marito… Bho… sono un po’ scettica però magari è un mio limite. Sfoglierò anche io in libreria. Magari mi convinco a leggerlo.

    • Mammaalcubo Post authorReply

      Ti capisco, anche io corro corro corro… tra lavoro, casa, figli, marito, oratorio, sport la settimana vola. È bello però fermarsi ogni tanto, cercare di ricavare uno spazietto di relax per sé e per stare con le persone care in semplicità. Forse è perché è difficile che si gusta di più :-)

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